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Thursday, June 2, 2011

2 giugno 2011 - Festa delle Repubblica


 
Nel lontano 2 giugno 1946, (65 anni fa) tramite REFERENDUM

 il popolo italiano scelse
LA REPUBBLICA.




VOTI 10.188 - MONARCHIA
VOTI 12,672 - REPUBBLICA

che difendiamo a piene mani.



Il 2 giugno 1946 in Italia si svolse il primo referendum istituzionale. Gli italiani furono chiamati a scegliere tra repubblica e monarchia. Il voto fu per la prima volta in Italia a suffragio universale e l'affluenza fu dell'89,1% degli aventi diritto. La campagna referendaria fu alquanto accesa, ma nelle regioni "rosse" vi fu un clima di intimidazione contro i monarchici. Tutti i partiti di sinistra (PCI, PSI, Pd'A), si espressero apertamente a favore del sistema repubblicano così come il PRI. Il PLI appoggiò la monarchia, mentre la Democrazia cristiana lasciò libertà di voto, anche se fece proprio il sistema repubblicano. Il 54,3 % dei voti validi fu a favore della repubblica. Venne scelto come simbolo della repubblica una testa femminile turrita posta tra fronde di quercia e di alloro.In quella importante occasione venne rilasciato alle Donne di diritto di voto.
ed oggi il cielo accoglierà le nostre FRECCE TRICOLORI


65 anni di Repubblica....A U G U R I
E BUON 2 GIUGNO A TUTTI GLI ITALIANI
  
(IMMAGINI DA WEB)




Sunday, May 8, 2011

Alla mia mamma - 9 MAGGIO


Sono un poco fuori dal coro (mi succede spesso)...
la festa della mamma per me è sempre il 9 maggio...
E TUTTI I GIORNI DELL'ANNO...sarà forse perchè è anche la festa del
MADONNA CHE SI FESTEGGIA

AL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BOSCO,
qui nel mio paese, ed allora desidero ricordare  la mia mamma,
che mi manca come se il tempo si fosse fermato quel giorno , con questa poesia che scrissi qulche giorno dopo la  Sua scomparsa.
...E INSIEME
Quelle attenzioni di amore;
leggeri aliti di brezza
in un mare in tempesta.

Quei sospiri di vita;
lievi fiocchi di neve
per un iceberg alla deriva.

Quelle lacrime di dolore;
sbiadite perle di collana
per un cuore ormai fermo.

Quelle paure,
quelle ansie,
quelle incredulità…
hanno germogliato
il mio nulla
il tuo tutto
e la nostra fine.
C. Colombo
aprile 2002

e la ricordo ancora così

MI MANCHI SEMPRE

Nasconde il tuo sorriso,
l'impavido cielo
e dietro la costante
nuvola cupa
io non ti vedo più,



Al gioire del giorno,
quel giorno…
…non mi hai destata.
C. Colombo
19 maggio 2010




Saturday, April 30, 2011

1 MAGGIO - doppia FESTA : beatificazione di Papa Giovanni Paolo II e Festa del lavoro e dei lavoratori tutti

Oggi   1 MAGGIO festeggio alle grande questa festa grande essendo stata una  lavoratrice dipendente per 40 anni e  6 mesi, ma credo lavoratrice da sempre come penso la maggior parte di Voi amiche e amici,
 e festeggio...festeggiamo... anche LA BEATIFICAZIONE del grande Papa GIOVANNI PAOLO II che ho amato e seguito sempre nel Suo santo pontificato.

"NON ABBIATE PAURA...è un  appello che ho apprezzato ed  amato da subito"

Il giovane Karol Wojtyla
quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939,lavorò per quattro anni  in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.
Solo dopo qualche anno sentì la vocazione per il sacerdozio.
Penso che avrebbe gradito molto  questo connubio di FESTA DEL LAVORO CON LA SUA BEATIFICAZIONE e nonostante a Roma ci sarà un gran afflusso di turisti, penso che abbiamo scelto la data migliore.
Molti saranno i pellegrini che giungeranno a ROMA da ogni parte del mondo   per rendere testimonianza a  questa figura santa che ha portato anche ai non credenti rispetto, serenità, e tanta sicurezza.

Mi piace ricordarlo con tutto il mio cuore , seppur con poche righe, anche perchè tutto il mondo web  sta parlando di Lui ed io sarei solo un microbo di voce in mezzo a tantissime voci, ma voglio esprimere a gran voce che ho amato il grande Papa che era,  ma soprattutto ho amato  il grande uomo che è sceso in mezzo a tutti noi con la Sua costante presenza e umiltà .

foto recuperate dall'web
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I MAGGIO è dunque  la Festa del lavoro o Festa dei lavoratori è una festività che come ben sappiamo viene celebrata ogni anno  con l'intento di ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti nel campo ecomico ma soprattutto sociale dei lavoratori tutti.
In molte piazze d'Italia si celebrerà il I MAGGIO con musica, incontri ed altre manifestazioni.
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Qualche mese fa ebbi la fortuna di fotografare (vedi foto)  la bellissima opera " IL QUARTO STATO" DI PELLIZZA DA VOLPEDO presso il Museo Novecento di MILANO..
Se ne sta lì, appesa sulla parete  nella prima sala quale accoglienza a tutti i visitatori del museo.
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(da google)
Opera simbolo del XX secolo, rappresenta lo sciopero dei lavoratori ed è stata eseguita secondo la tecnica divisionista.
Non solo raffigura una scena di vita sociale, lo sciopero, ma costituisce un simbolo: il popolo, in cui trova spazio paritario anche una donna con il bambino in braccio, sta avanzando verso la luce.
Il dipinto è lo sviluppo completo di questo tema, già affrontato dall'artista in dipinti come Ambasciatori della fame, Fiumana e un bozzetto preparatorio del 1898, Il cammino dei lavoratori. La composizione del dipinto è bilanciata nelle forme e movimentata nelle luci, rendendo perfettamente l'idea di una massa in movimento.
Così lo descrive il suo autore:              foto di C.Colombo .
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« Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d'una giornata d'estate, due contadini s'avanzano verso lo spettatore, sono i due designati dall'ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune... »

Oggi ancora tanti lavoratori si trovano nella situazione di dover difendere un lavoro sicuro, che è primordiale per la vita di ognuno di noi, (la costituzione afferma che il lavoro è un diritto, ed un dovere), due giovani su tre sono in cerca di un lavoro e la percentuale del tasso di occupazione in questo mese di aprile sembra sia di nuovo salita.
Più che mai, secondo me , dobbiamo affermare a viva voce  UN LAVORO PER TUTTI  :

 VIVA IL 1 MAGGIO 
 FESTA DEL LAVORO E DEI LAVORATORI
la nostra festa ( la mia di sicuro si )  
 QUESTA DAVVERO DEVE ESSERE UNA FESTA PER TUTTI NOI e  non ha nulla a che fare con le tante feste commerciali che pullulano nel nostro calendario.

 alcune foto tratte dall'web - di concerti in piazza S.Giovanni a Roma (anni vari)



BUON I MAGGIO AMICHE ED AMICI


Wednesday, March 16, 2011

1861 - 2011 - AUGURI ITALIA UNITA

1861 - 2011

BUON COMPLEANNO

ITALIA UNITA



"Trasformare l'anniversario dei 150 anni dell'Unità in un nuovo innamoramento del nostro essere italiani... incitare noi stessi ad avere un po' più di orgoglio nazionale."
il nostro Presidente
Giorgio Napolitano
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"I nomi del Risorgimento sono vivi, sono dentro di noi, ci appartengono. Ovunque vada, in questo lungo viaggio in Italia, mi rendo conto che gli italiani sono sempre orgogliosi della loro storia. Quando sono a Torino, a Milano, e non soltanto, mi muovo con emozione per le strade che ricordano i nomi degli uomini che hanno fatto l'Italia, i re e i primi ministri, ma anche i Cattaneo e i Mazzini. Il Risorgimento lo porto nel cuore. E sono convinto che non sia un sentimento soltanto mio, che gli italiani lo sentano quanto me."
Carlo Azeglio Ciampi
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"Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il mio paese con le sue grandi qualità ed i suoi grandi difetti."
Enzo Biagi
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Abbiamo fatto l'Italia ora dobbiamo fare gli italiani"

Massimo d'Azeglio

 

Monday, March 7, 2011

8 marzo 2011 - festa della donna

Sembra ieri, eppure è già passato un anno, da quando su queste pagine auguravo a tutte Voi un buon
8 marzo..come vola il tempo!!!
Non è una festa che amo particolarmente, mi sento donna con i miei pregi ed i miei difetti (soprattutto difetti)  come reputo tutte Voi, donne...(soprattutto con i Vostri pregi)..tutti i giorni... inoltre considero che noi donne non andiamo festeggiate  un giorno, ma dobbiamo sempre essere amate e rispettate tutto l'anno e per tutti gli anni...se però vogliamo riallacciarci a quel famoso "disastro" successo alle donne in quella "famosa fabbrica" allora,va bene, ricordare questa ricorrenza...quest'anno poi unita ai 150 anni dell'unità d'Italia..
Così scrivevo l'anno scorso con la collaborazione di tanti di Voi  :

 .http://artecarlacolombo.blogspot.com/2010/03/8-marzo-giornata-internazionale-della.html

e quest'anno invece desidero lasciarvi  un grande abbraccio in questo modo 



 foto  scattata qualche  settiamana  fa a Firenze nel giardino dell'Hotel Rivoli, durante una breve vacanza.
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Ho dipinto in diverse occasioni la mimosa, ma non ho conservato le varie foto, poichè a quei tempi non avevo ancora la compatta.
Ora tutto è più immediato e facile. 
L'unica foto decente  è  questa qui sotto datata 2004ma è l'unica mimosa creata da me, che per il momento Vi posso omaggiare. 

Mimosa per noi donne
olio su tela
dim. cm. 60x40 - anno 2004

Ma vorrei ricordare queste festa della donna, in modo diverso facendomi aiutare  da una voce sublime e da un video preso in prestito da You tube....(la creatrice sul video)
Grazie a nome di tutte le donne. Grazie
MIA MARTINI "DONNA"



..e da un carissimo amico-gentleman Tomaso.......



LIETO 8 MARZO A TUTTE, ma che sia un 8 marzo per sempre!

Tuesday, January 4, 2011

Buona Epifania ...e tutte le feste le porta via...


SIncera? ERA ORA!!!
..Epifania e tutte le feste le porta via!!!


Adorazione - Andrea Mantegna

...E così dopo il 6 gennaio si incomincia a smontare l'albero, il presepe, i vari addobbi vari e si ritorna "finalmente" alla normalità.
Queste feste mi hanno portato due chiletti che spero di smaltire presto (solo quelli) perchè ormai gli altri, fanno parte di me...e poi che mi ha portato? Tanto tanto affetto che veramente non pensavo di avere, ma che mi è giunto tutto quanto e l'ho colto a piene mani.
Ho passato le feste all'insegna degli affetti e della serenità e credo che sia il più bel regalo che si possa ottenere quando tutto diventa così "normale".
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ma oggi voglio elargire a tutti quanti in  particolare alle amiche che mi leggono,

AUGURI DI BUONA BEFANA...io sono la prima....mi seguite?






La Befana, corruzione lessicale di epifania attraverso bifanìa e befanìa,una tipica di alcune regioni, diffusasi poi in tutta Italia. Appartiene alle figure folkloristiche, dispensatrici di doni, legate alle festività natalizie







Dalla carissima ANNALISA
dolce lettrice del mio blog

Zitta, zitta
è arrivata.
Zitta, zitta?
Una... Caciara!

Svelta, svelta
ha preparato
le calzette
e le sorprese.

A mille, a mille:
caramelle
cioccolatini.
E tanti biscottini.

Un regalino,
un pensierino.
Due dolcetti
e un mandarino.

Ed ha lasciato
un messaggino.

"Baci, bacini
ai miei bambini.
E sorrisini
ai miei pulcini."


AUGURI

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Tradizione


Secondo la tradizione italiana la Befana fa visita ai bambini il 6 gennaio, durante la notte dell'epifania, per riempire le calze lasciate da essi appositamente appese. Nel caso siano stati buoni, il contenuto sarà composto da caramelle e cioccolatini, in caso contrario conterranno carbone. Spesso la befana viene descritta come una vecchia, che vola su una scopa. A differenza di una strega è spesso sorridente e ha una borsa o un sacco pieno di ogni squisitezza, regali per i bambini meritevoli, ma anche di carbone per i bambini che non sono stati buoni durante l'anno.
La distribuzione di regali ai bambini a nome della Befana fu fortemente incoraggiata dal fascismo, nell'ambito dell'opera di "italianizzazione" della penisola.

Simbologia

L'origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare.[4]

L'aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell'anno vecchio: una volta davvero concluso, lo si può bruciare così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all'inizio dell'anno (vedi ad esempio la Giubiana e il Panevin o Pignarûl, Casera, Seima o Brusa la vecia, oppure il Falò del vecchione che si svolge a Bologna a capodanno).
In quest'ottica l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo.
Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali.
La Befana si richiama pure ad alcune figure della mitologia germanica, Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale.
Secondo una versione "cristianizzata", i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una signora anziana.

Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.Il termine "befana" inteso come "fantoccio esposto la notte dell'epifania" fu già usato nel XIV secolo, poi da Francesco Berni nel 1535, da Agnolo Firenzuola una prima volta nel 1541.
da Wikipedia






Riflessione

Si parla tanto della befana, legata alla nostra infanzia,  a casa mia si diceva che arrivavano  i Re Magi .
Finalmente nel presepe di casa erano arrivati alla capanna col Gesù Bambino che aveva sempre il lumicino acceso. Ricordo che il mio Re preferito era Baldassare.. la statuina scura col manto azzurro con in mano il cofanetto con la mirra...e poi mi affascinava l'idea della mirra, probabilmente perchè non sapevo dare un significato a questo regalo 
Mi piaceva da piccola tutti giorni portare avanti lentamente le statuine accompagnate dagli inseparabili cammelli, uno per uno che spostavo sulla stradina fatta con la segatura della legna accatastata vicino al camino.
Già il camino...al quale rivolgevo sempre lo sguardo alla mattina del 6 gennaio e che sempre risultava Non c'era mai appesa nessuna calza (eppure in casa ce n'erano due di camini) e non posso neppure dire che i Re Magi erano generosi con me, in pratica era una festa inesistente per quanto riguarda i regali e la mia costante riflessione era che probabilmente non meritavo nulla perchè ero stata cattiva. 
Del resto però non avevo neppure il carbone, perchè non ricordo che da me usasse regalare il carbone di zucchero. Poi mi consolavo perchè dicevo...non sono stata cattiva solo io, ma anche mia sorella, perchè per entrambe era la stessa cosa.

Ai miei figli, memore di questa mancanza,   ho sempre  fatto trovare  la calza contenente i dolci e il regalino extra, ma probabilmente qualche strascio mi ha lasciato, perchè ahimè, una volta svuotata dei dolci, conservavo la calza di pannolenci e pizzi, la riponevo e la  riutilizzavo per l'anno successivo. 
Mi sembrava giusto così, (c'erano altre esigenze), ma se ci penso ora, mi viene il magone....


Vi posso confidare che la befana non mi è per nulla simpatica neanche  oggi?

CIAOOOOO ED ANCORA BUONA EPIFANIA.



foto e video recuperate da web  



Tuesday, November 2, 2010

Riposa in pace



Oggi - 2 novembre
 il mio blog conserva

il SILENZIO
 come mesto pensiero-preghiera per tutti i miei affetti,
 i Vostri affetti che non sono più fra noi, 
ma che accompagnano sempre le nostre giornate.

Non aggiungo parole che già non conosciate poichè sono sicura,
state provando il mio amaro sentimento.


2 novembre - LORO RIPOSANO

Loro riposano
col respiro dolcemente rotto
dal cappio dell'eterno
e l'anima accesa
mentre han spento i nostri rumori
Loro riposano
come cetre appese al vento del silenzio
ed han come suono
la voce del ricordo
di chi ancor li chiama
Loro riposano
con un rosario di lacrime sul petto
ed al marmoreo occhiello
un fiore ricamato
del dove e quando
ed alle tempie
come uno sparo lungo il sonno
il rumore di chi annega
per mancanza del loro vivere
in una lacrima

----------
per gentile concessione
dalla carinissima poetessa
Nunzia Consenza
(alias Spigolo)
-----------


un umile, ma sentito  fiore per tutti loro.



Vi invito a NON  lasciare commenti su questa pagina
a testimonianza di quanto sopra.
ciaooo a tutti.



Sunday, October 31, 2010

Concorso artistico sul tema "SHOAH" - Il giorno della memoria

Per la verità si tratta di un concorso al quale ho partecipato diverso tempo fa e solo da qualche giorno  si  è
giunti alla conclusione
.
Il concorso "proposte di approfondimento e commemorazione" DEL GIORNO DELLA MEMORIA 2010" è stato patrocinato dalla provincia di Monza Brianza, Consorzio Brianteo Villa Greppi e numerosi assessorati alla cultura della mia zona.

Il giorno 28 OTTOBRE ALLE ORE 21.00 presso VILLA MARIANI DI CASATENOVO si è tenuta la cerimonia di premiazione con la presentazione del dvd realizzato da Elena Pollastri e  Giuseppe Paleari a seguito del viaggio in Polonia dello scorso maggio.

E' con piacere che Vi regalo qualche scatto di questa serata particolamente commovente e sentita, anche per le tante testimonianze documentate dal dvd presentato. In questi giorni poi, dedicato ai nostri cari defunti, non si può non ricordare tutte quelle sfortunate persone.





il vice sindaco Paolo Negri, tra i principali organizzatori del concorso sulla Shoah

ricevo il riconoscimento

I premiati

con la mia opera




LA MIA OPERA DONATA CHE SARA' ASSEGNATA E CATALOGATA QUALE PATRIMONIO AD UNO DEI COMUNI COINVOLTI NEL PROGETTO :

"ERANO UOMINI....ED ORA?)
Tecnica mista su tela
anno 2010



IL GIORNO DELLA MEMORIA

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Il testo dell'articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »


Origine
La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (nota con il nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.

Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebreo, è celebrato anche da molte altre nazioni, tra cui la Germania e la Gran Bretagna, così come dall'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7[2] del 1º novembre 2005.(vidia)

In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi, Chełmno, e Bełżec, ma questi campi detti più comunemente di "annientamento" erano vere e proprie fabbriche di morte dove i prigionieri e i deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo pochi "sonderkommando".

Tuttavia l'apertura dei cancelli ad Auschwitz, dove 10-15 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con se in una "marcia della morte" tutti i prigionieri abili, molti dei quali morirono durante la marcia stessa, mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento del lager (anche se è doveroso dire che due dei forni crematori situati in Birkenau I e II furono distrutti nell'autunno del 1944).

In Italia sono ufficialmente più di 400 le persone insignite dell'alta onorificenza dei Giusti tra le Nazioni per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati durante l'Olocausto.





IL 2 NOVEMBRE UN RICORDO ANCHE PER LORO!


Thursday, June 24, 2010

AUGURI A TUTTE LE GIOVANNA - I GIOVANNI - LE GIANNA ED I GIANNI

 auguri di cuore
a tutti coloro che si chiamano
GIOVANNA  O GIOVANNI  - GIANNA-GIANNI
GIANNINA E GIANNINO - e diminutivi vari
(permettetemi in direttissima su questo mio blog :

A U G U R I (in ordine casuale) 
a GIANNI marito di Nina (non so se è il diminutivo di Giovanni)
a Gianna= Stella (blog che seguo)
alla mamma ed al marito di Lu (blog che seguo)
a Giovanna Garbuio - artista (blog che seguo)
Giovanni - un amico di Firenze
tante Giovanna - ex colleghe
..insomma a tutti quanti  



E DEDICO A LORO QUESTO SPAZIO SCRIVENDO
 DELL'APOSTOLO  DI GESU' PER ECCELLENZA :
SAN GIOVANNI BATTISTA



Giovanni apostolo ed evangelista (Betsaida?, inizio I secolo – Efeso, fine I secolo) è stato un apostolo di Gesù. La tradizione cristiana lo identifica con l'autore del quarto vangelo e per questo gli viene attribuito anche l'epiteto di evangelista.

San Giovanni

Apostolo ed Evangelista
Nascita Betsaida (?), inizio I secolo
Morte Efeso, fine I secolo
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
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Secondo le narrazioni dei vangeli canonici era il figlio di Zebedeo e Salomè e fratello dell'apostolo Giacomo il Maggiore. Prima di seguire Gesù era discepolo di Giovanni Battista. La tradizione gli attribuisce un ruolo speciale all'interno della cerchia dei dodici apostoli: compreso nel ristretto gruppo includente anche Pietro e Giacomo, lo identifica con "il discepolo che Gesù amava", partecipe dei principali eventi della vita e del ministero del maestro e unico degli apostoli presenti alla sua morte in croce.

Secondo antiche tradizioni cristiane Giovanni sarebbe morto in tarda età ad Efeso, ultimo sopravvissuto dei dodici apostoli. Per la profondità speculativa dei suoi scritti è stato tradizionalmente indicato come "il teologo" per antonomasia, raffigurato artisticamente col simbolo dell'aquila, attribuitogli in quanto, con la sua visione descritta nel Libro dell'Apocalisse, avrebbe contemplato la Vera Luce del Verbo, come descritto nel Prologo del suo Vangelo, così come l'aquila, si riteneva, può fissare direttamente la luce solare.

A lui la tradizione cristiana ha attribuito cinque testi biblici: il quarto vangelo, tre lettere e l'Apocalisse. Altra opera a lui attribuita è l'Apocrifo di Giovanni.



San Giovannino

la Madonna con in braccio Gesu e sul lato S.Giovanni
Giovanni Battista è il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli; non c’è pala d’altare o quadro di gruppo di santi, da soli o intorno al trono della Vergine Maria, in cui non sia presente questo santo, rivestito di solito con una pelle d’animale e con in mano un bastone terminante a forma di croce. Senza contare le tante opere pittoriche dei più grandi artisti come Raffaello, Leonardo, ecc. che lo raffigurano bambino, che gioca con il piccolo Gesù, sempre rivestito con la pelle ovina e chiamato affettuosamente “San Giovannino”.

Ciò testimonia il grande interesse che in tutte le epoche ha suscitato questo austero profeta, così in alto nella stessa considerazione di Cristo da essere da lui definito “Il più grande tra i nati da donna”.

Egli è l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù perché gli rese testimonianza ancora in vita. È tale la considerazione che la Chiesa gli riserva che è l’unico santo, dopo Maria, ad essere ricordato nella liturgia, oltre che nel giorno della sua morte (29 agosto), anche nel giorno della sua nascita terrena (24 giugno); quest’ultima data è la più usata per la sua venerazione dalle innumerevoli chiese, diocesi, città e paesi di tutto il mondo che lo tengono come loro santo patrono.

Inoltre fra i nomi maschili, ma anche usato nelle derivazioni femminili (Giovanna, Gianna) è il più diffuso nel mondo, tradotto nelle varie lingue; e tanti altri santi, beati, venerabili della Chiesa, hanno portato originariamente il suo nome; come del resto il quasi contemporaneo s. Giovanni l’Evangelista e apostolo, perché il nome Giovanni, al suo tempo era già conosciuto e nell’ebraico Iehóhanan, significa: “Dio è propizio”.

Nel Vangelo di S. Luca (1,5) si dice che era nato in una famiglia sacerdotale, suo padre Zaccaria era della classe di Abia e la madre, Elisabetta, discendeva da Aronne. Essi erano osservanti di tutte le leggi del Signore, ma non avevano avuto figli perché Elisabetta era sterile e ormai anziana.

Un giorno, mentre Zaccaria offriva l’incenso nel Tempio, gli comparve l’arcangelo Gabriele che gli disse: “Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché sarà grande davanti al Signore” e proseguì nel descrivere le sue virtù, cioè pieno di Spirito Santo, operatore di conversioni in Israele, precursore del Signore con lo spirito e la forza di Elia.

Dopo quella visione, Elisabetta concepì un figlio fra la meraviglia dei parenti e conoscenti; al sesto mese della sua gravidanza, l’arcangelo Gabriele, il ‘messaggero celeste’, fu mandato da Dio a Nazareth ad annunciare a Maria la maternità del Cristo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi anche Elisabetta, tua parente, nella vecchiaia ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile; nulla è impossibile a Dio”.

Maria allora si recò dalla cugina Elisabetta per farle visita e al suo saluto declamò il bellissimo canto del “Magnificat” per le meraviglie che Dio stava operando per la salvezza dell’umanità e, mentre Elisabetta esultante la benediceva, anche il figlio che portava in grembo, sussultò di gioia.

Quando Giovanni nacque, il padre Zaccaria che all’annuncio di Gabriele era diventato muto per la sua incredulità, riacquistò la voce; la nascita avvenne ad Ain Karim a circa sette km ad Ovest di Gerusalemme, città che vanta questa tradizione risalente al secolo VI, con due santuari dedicati alla Visitazione e alla Natività. Della sua infanzia e giovinezza non si sa niente, ma quando ebbe un’età conveniente, Giovanni, conscio della sua missione, si ritirò a condurre la dura vita dell’asceta nel deserto: portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi e il suo cibo erano locuste e miele selvatico.

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio (28-29 d.C.), iniziò la sua missione lungo il fiume Giordano; con l’annuncio dell’avvento del regno messianico ormai vicino, esortava alla conversione e predicava la penitenza. Da tutta la Giudea, da Gerusalemme e da tutta la regione intorno al Giordano, accorreva ad ascoltarlo tanta gente considerandolo un profeta; Giovanni, in segno di purificazione dai peccati e di nascita a nuova vita, immergeva nelle acque del Giordano coloro che accoglievano la sua parola, cioè dava un Battesimo di pentimento per la remissione dei peccati, da ciò il nome di Battista che gli fu dato.

Anche i soldati del re Erode Antipa andavano da lui a chiedergli cosa potevano fare se il loro mestiere era così disgraziato e malvisto dalla popolazione e lui rispondeva: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno e contentatevi delle vostre paghe” (Lc 3, 13).

Molti cominciarono a pensare che egli fosse il Messia tanto atteso, ma Giovanni assicurava loro di essere solo il Precursore: “Io vi battezzo con acqua per la conversione, ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. E alla delegazione ufficiale, inviatagli dai sommi sacerdoti, disse che egli non era affatto il Messia, il quale era già in mezzo a loro aggiungendo “Io sono la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia”. Anche Gesù si presentò al Giordano per essere battezzato e Giovanni quando se lo vide davanti disse: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo!” e a Gesù: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” e Gesù: “Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì e lo battezzò e vide scendere lo Spirito Santo su di Lui come una colomba, mentre una voce diceva: “Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”. Da quel momento Giovanni confidava ai suoi discepoli “Ora la mia gioia è completa. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 29-30).

La sua principali eventi della vita e d9 Gesù prese ad iniziare la sua predicazione: aveva formato il gruppo degli apostoli e discepoli ed era seguito da una gran folla; Giovanni aveva predicato proprio per questo: preparare un popolo degno che accogliesse Gesù e il suo messaggio di Redenzione. Aveva operato senza indietreggiare davanti a niente, neanche davanti al re d’Israele Erode Antipa († 40 d.C.), che aveva preso con sé la bella Erodiade, moglie divorziata da suo fratello; ciò non era possibile secondo la legge ebraica, la “Torha”, perché il matrimonio era stato regolare e fecondo, tanto è vero che era nata una figlia, Salomè.

Per questo motivo un giudeo osservante e rigoroso come Giovanni, sentiva il dovere di protestare verso il re per la sua condotta. Infuriata, Erodiade gli portava rancore, ma non era l’unica perché il Battesimo che Giovanni amministrava perdonava i peccati, rendendo così inutili i sacrifici espiatori, che in quel tempo si facevano al Tempio e ciò non era gradito ai sacerdoti giudaici.

Erode fece arrestare e mettere in carcere Giovanni su istigazione di Erodiade, la quale avrebbe voluto che fosse ucciso, ma Erode Antipa temeva Giovanni considerandolo uomo giusto e santo, preferiva vigilare su di lui e l’ascoltava volentieri, anche se restava molto turbato. Per Erodiade, però, venne il giorno favorevole, quando il re diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno invitando tutta la corte ed i notabili della Galilea. Alla festa partecipò con una conturbante danza anche Salomè, la figlia di Erodiade e quindi nipote di Erode Antipa; la sua esibizione piacque molto al re ed ai commensali, per cui disse alla ragazza: “Chiedimi qualsiasi cosa e io te la darò”; Salomé chiese alla madre consiglio ed Erodiade, presa la palla al balzo, le disse di chiedere la testa del Battista. A tale richiesta fattagli dalla ragazza davanti a tutti, Erode ne rimase rattristato, ma per il giuramento fatto pubblicamente non volle rifiutare e ordinò alle guardie che gli fosse portata la testa di Giovanni, che era nelle prigioni della reggia.

Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre. I suoi discepoli, saputo del martirio, vennero a recuperare il corpo, deponendolo in un sepolcro; l’uccisione suscitò orrore e accrebbe la fama del Battista.

Molti testi apocrifi, come anche i libri musulmani, fra i quali il Corano, parlano di lui; dai suoi discepoli si staccarono Andrea e Giovanni apostoli per seguire Gesù. Il suo culto come detto all’inizio si diffuse in tutto il mondo conosciuto di allora, sia in Oriente che in Occidente e a partire dalla Palestina si eressero innumerevoli Chiese e Battisteri a lui dedicati.

La festa della Natività di S. Giovanni Battista, fin dal tempo di S. Agostino (354-430), era celebrata al 24 giugno, per questa data si usò il criterio, essendo la nascita di Gesù fissata al 25 dicembre, quella di Giovanni doveva essere celebrata sei mesi prima, secondo quanto annunciò l’arcangelo Gabriele a Maria.


FESTE E CELEBRAZIONI 
(vi anticipo...è lunghissimo l'elenco,ma per me è stato interessante scoprirle)

Approfondimenti sulle tradizioni del Solstizio d'Estate Il Solstizio d'Estate e la notte del 24 Giugno o notte di S. Giovanni
Solstizio: dal latino solstiti°u(m), comp. di so¯l so¯lis 'sole' e un deriv. di siste°re 'fermarsi' (perché sembra che il sole si fermi e torni indietro) - Dal dizionario Garzanti.

Il sole in questo periodo sembra fermarsi, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto sino al 24 giugno (per quello invernale il 25 Dicembre) quando ricomincia a muoversi sorgendo gradualmente sempre più a sud sull'orizzonte (a nord per quello invernale).

La notte di S. Giovanni, il 24 giugno appunto, rientra nelle celebrazioni solstiziali; il nome associatogli deriva dalla religione Cristiana, perche' secondo il suo calendario liturgico vi si celebra San Giovanni Battista (come il 27 dicembre S. Giovanni Evangelista).

In questa festa, secondo un'antica credenza il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): da qui i riti e gli usi dei falo' e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare. Non a caso gli attributi di S. Giovanni sono il fuoco e l'acqua, con cui battezzava... una comoda associazione, da parte del cristianesimo, per sovrapporsi alle antiche celebrazioni...

Cosi' nel corso del tempo, c'e' stato un mischiarsi di tradizioni antiche, pagane, e ritualita' cristiana, che dettero origine a credenze e riti in uso ancora oggi e ritrovabili perlopiu' nelle aree rurali.

Qui di seguito vi presento una breve panoramica degli usi popolari legati al solstizio.

I Fuochi di S. Giovanni

I falò accesi nei campi la notte di S. Giovanni erano considerati, oltre che propiziatori anche purificatori e l'usanza di accenderli si riscontra in moltissime regioni europee e persino nell'africa del nord.

I contadini si posizionavano principalmente su dossi o in cima alle colline, e accendevano grandi falo' in onore del sole, per propiziarsene la benevolenza e rallentarne idealmente la discesa; spesso con le fiamme di questi falo' venivano incendiate delle ruote di fascine, che venivano fatte precipitare lungo i pendii, accompagnate da grida e canti.

Come gia' detto sopra i falo' avevano pero' anche funzione purificatrice: per questo vi si gettavano dentro cose vecchie, o marce, perche' il fumo che ne scaturiva tenesse lontani spiriti maligni e... streghe :-) (si riteneva che in questa notte le streghe si riunissero e scorrazzassero per le campagne, alla ricerca di erbe...)

In alcuni casi si bruciava, come per l'epifania, un pupazzo, cosi' da bruciare in effige la malasorte e le avversita'.

Inoltre si faceva passare il bestiame tra il fumo dei falo', in modo da togliere le malattie e proteggerlo sia da queste sia da chiunque vi potesse gettare fatture e malie.

Alcuni usi popolari legati ai falo' di S. Giovanni

Sino a un po' di tempo fa era d'uso in veneto allestire dei Fuochi negli incroci.

A Pamplona in Spagna si usa raccogliere erbe aromatiche da bruciare negli incroci per scongiurare le tempeste e i fulmini.

Anche i Berberi che stanno in nord africa hanno dei festeggiamenti in concomitanza del 24 giugno e per questi accendono dei fuochi che facciano fumo denso per propiziare il raccolto dei campi e per guarire (col fumo) chi vi passa in mezzo.

In una localita' della Germania, vi e' un'usanza a cui partecipa tutta la popolazione dei dintorni. Una grossa ruota di infuocata viene fatta rotolare fino a valle, dove passa il fiume: se la ruota arriva accesa nell'acqua il segno e' favorevole; in caso contrario e' cattivo auspicio.

Chi salta il fuoco è sicuro di non dover soffrire il mal di reni per tutto l'anno.

Gettando erbe particolari (come la verbena) nel fuoco del falo' si allontana la malasorte.

La mattina del 24 Giugno le persone girano tre volte intorno alla cenere lasciata dal falo' e se la passano sui capelli o sul corpo, per scacciare i mali.

La raccolta delle erbe

Le erbe raccolte in questa notte hanno un potere particolare, sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprieta' sono esaltate e alla massima potenza.

Le erbe più note da raccogliere nella notte del 24 sono: l'iperico detto anche erba di S. Giovanni; l'artemisia chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana-Artemide; la verbena protettiva anch'essa e il ribes rosso che proteggeva dai malefici.

Oltre a quelle sopra citate erano anche ricercate: Vischio, SambucoAglio, Cipolla, Lavanda, Mentuccia, Biancospino, Corbezzolo, Ruta e Rosmarino.

Con alcune delle piante sopra citate era possibile fare "l’acqua di San Giovanni": si prendevano foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino e si mettevano in un bacile colmo d'acqua che si lasciava per tutta la nottata fuori casa.

Alla mattina successiva le donne prendevano quest’acqua e si lavavano per aumentare la bellezza e preservarsi dalle malattie.

Altre erbe, usate nella medesima maniera davano origine ad altri tipi di acqua di s. Giovanni (ci sono delle variazioni tra regione e regione), che servivano comunque sempre contro il malocchio, la malasorte e le malattie, di adulti e bambini.

Altri usi legati alla vegetazione

Alle prime luci del 24 giugno i contadini che possedevano alberi di noce dovevano andare a legare una corda di spighe di orzo ed avena intrecciate ai tronchi dei loro alberi. In questo modo avrebbero poi raccolto frutti buoni e abbondanti.

In alcune localita' si usa fare il nocino, un liquore a base di noci non mature.

Raccogliere e portare con se un mazzetto di erba di S.Giovanni aiutava a tenere lontani gli spiriti maligni.

Raccogliere 24 spighe di grano e conservarle gelosamente tutto l'anno serviva come amuleto contro le sventure.

Fare un mazzolino di tre spighe di grano marcio o carbone e buttarlo nel fiume liberava dagli animali e dalle piante nocive il grano che si stava per mietere.

La rugiada

La rugiada della mattina di San Giovanni, ovviamente legata all'elemento acqua, ha il potere di curare, di purificare e di fecondare.

Nel nord europa se una donna desiderava molti figli, doveva stendersi nuda (o rotolarsi) nell’erba bagnata. Cio’ anche se voleva bei capelli e una buona salute. Qui da noi c'era piu' l'abitudine di raccoglierla, che di usarla sul momento.

Se volete raccogliere la rugiada, potete stendere un panno tra l’erba, strizzandolo poi il mattino successivo. Oppure scavare una piccola buca, in cui inserirete un bicchiere o un altro contenitore. Sopra di esso poi metterete un telo impermeabile, fissato ai bordi della buca (in alto) e con un foro al centro proprio sopra l’orlo del bicchiere (sul fondo). La rugiada si depositera’ sul telo e scendera’ nel vostro contenitore.

Un altro sistema e' trascinarsi dietro, passeggiando per i campi, il mattino prestissimo, o un lenzuolo o un batuffolo di cotone legato per una cordicella: in questo modo stioffa e/o cotone si inzupperanno della rugiada che poi potrete raccogliere strizzandoli.

Altri usi legati all'acqua

La prima acqua attinta la mattina del 24 manteneva la vista buona.

Recarsi all'alba sulla riva del mare a bagnarsi preservava dai dolori reumatici.

Una leggenda tramanda che vicino al famoso Noce di Benevento, ci fosse un laghetto o un torrente in cui le donne si bagnavano proprio in questa notte, per aumentare la propria fertilita’.

La divinazione

La notte di s. giovanni e' legata a tantissime forme di divinazione, utilizzando come base acqua e/o piante. Le divinazioni piu' famose vertevano sull'indovinare qualcosa del proprio futuro amoroso e matrimoniale.

Qui di seguito eccone alcune:

Le ragazze da marito, se vogliono conoscere qualcosa sulle loro future nozze, dovranno, la sera della vigilia del 24 giugno, rompere un uovo di gallina bianca e versarne l'albume in un bicchiere o un vaso pieno d'acqua.

Poi lo prenderanno e lo metteranno sulla finestra, lasciandolo esposto tutta la notte alla rugiada di S. Giovanni.

Il mattino successivo, appena levato il sole, si prendera' il bicchiere, e attraverso le forme composte dall'albume nell'acqua, si trarranno auspici sul futuro matrimonio.

Oltre all'uovo poteva venir impiegato il piombo fuso: versato nell’acqua si raffreddava velocemente e dalla forma assunta si traevano previsioni sul mestiere del futuro marito.

Vi e' anche una versione di questo metodo che al posto del piombo prevedeva l'utilizzo dello zolfo.

Qui invece abbiamo una divinazione con forme vegetali: i cardi. Presi due, di grandi dimensioni gli si bruciacchiava la testa, poi si mettevano in un recipiente sul davanzale della finestra, uno con il capo rivolto verso l’interno, l'altro verso l’esterno. Se al mattino uno dei cardi era ritto sullo stelo, la ragazza interessata entro l’anno si sarebbe sposata; se il cardo era quello interno, con uno del proprio paese, se quello verso l'esterno, allora si sarebbe maritata con uno di fuori.

Un altro sistema con i cardi prevedeva di bruciarne la corolla e lasciarla tutta la notte fuori della casa. Al mattino occorreva osservarla attentamente: se appariva di colore rossastro era segno di buona sorte ma se appariva nera era indice di sicura sfortuna.

C'era anche un sistema con le fave. La sera del 23 le giovani nubili dovevano prendere tre fave: una intera, una sbucciata e la terza rotta nella parte sopra, e metterle sotto il cuscino al momento di andare a dormire. Durante la notte dovevano prenderne una a caso: se prendevano quella intera, buona sorte e ricchezza, la mezza poca sorte e quella sbucciata, cattivo auspicio.

Per terminare questa succinta carrellata di usi legati al solstizio e alla notte del 24 giugno (sono veramente molti, diffusi in tutta italia e oltre), segnalo l'usanza di mangiare le lumache per San Giovanni. Il significato di questo gesto e' legato perlopiu' alle corna delle lumache (che oltretutto simboleggiano la luna e il suo ciclo di crescita/decrescita, rappresentato dalle cornine). Per cui, ogni lumaca mangiata, e quindi cornetto, si ritiene che sia scongiurato un malanno... cosi' come il rischio di "corna" in casa.

Buon Solstizio e buon S. Giovanni


SAN GIOVANNI BATTISTA IN ARTE



Michelangelo Merisi (Caravaggio)
 
 

Leonardo da Vinci




Velasquez




Guido Reni



Nicola Poisson - Giovanni Battista battezza il popolo
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e tante altre ancora....SAN GIOVANNI BATTISTA è STATO MOLTO RAFFIGURATO DA ARTISTI.
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In tante parti d'Italia si festeggia il Santo con feste, processioni, sagre varie. (potrei inserire alcune immagini, ma mi fermo qui)
Questa di San Giovanni dunque non è una celebrazione dunque che passa inosservata.
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Mi rendo conto che ciò che ho inserito è davvero tanto e magare "scappa la voglia" di leggere, ma ritengo che siano descritte delle interessanti curiosità sulla tradizione popolare. 
Se vi va....approfondite...per me è stato un interessante farlo.

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Purtroppo ho appreso solo col TG dell 13.00 in una brutta disgrazia a BARCELLONA
" 12 RAGAZZI SONO RIMASTI TRAVOLTI DA UN TRENO   MENTRE ATTRAVERSANO IL BINARIO. DOVEVA ESSERE UNA GIORNATA DI FESTA PER LORO, STAVANO DIRENGENDOSI VERSO LA SPIAGGIA. 

Mi sono raggelata alla notizia.... 


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