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Monday, May 9, 2011

Il miracolo - Madonna del Bosco - 9 maggio

Nel precedente post ho accennato alla Festa che viene organizzata presso il SANTUARIO DELLA MADONNA  DEL BOSCO,  a seguito di antiche apparizioni che vengono tra l'altro  citate anche su Wikipedia
Il Santuario è meta in questi giorni di numerosi visitatori per la tradizionale fiera, ma anche durante tutto l'anno il santuario è spesso frequentato da devoti per le varie messe che vengono celebrate.
Poichè il Santuario dista solo un chilometro dalla mia abitazione, spesso è anche una mia meta per passeggiate solitarie e di riflessioni.

Le antiche apparizioni

Il miracolo delle castagne, rappresentato in gesso all'interno dello scurolo


Così scrive Wikipedia, ma che viene raccontato dai nostri vecchi

La storia del santuario inizia nel 1615, quando cominciano a girare in paese voci di presunte apparizioni avvenute nel bosco soprastante.
La figura apparsa viene descritta come quella di una grande Signora, con luci celestiali e musiche armoniose.
Gli avvistamenti avvengono nei pressi della Sorgente del Lupo, nome dovuto agli animali che infestavano la regione.
 Attorno alla sorgente crescevano tre grossi castagni. Il 9 maggio 1617 tre piccoli pastorelli, mentre pascolavano il gregge, assistono ad una di queste visioni. Alla fine uno dei tre bambini, un certo Pietro, scorge tra i rami un riccio maturo, completamente fuori stagione. La scoperta fece gridare al miracolo, e gli abitanti locali iniziarono a praticare il culto della Beata Vergine che, in pochi anni, attira fedeli da tutto il milanese e dalla bergamasca Per i primi anni la manifestazione di fede si limitava alle preghiere, e alla presenza di un quadretto sull'albero che aveva ospitato la visione Il luogo divenne famoso col nome di Madonna del Riccio, o Madonna delle Castagne

Il miracolo del lupo


Il miracolo del lupo, rappresentato in gesso all'interno dello scurolo


Un secondo miracolo, di poco successivo al precedente, fa riferimento al salvataggio di un neonato. Un'intera famiglia stava pascolando il proprio gregge nei pressi della fonte descritta sopra, quando un lupo ne prese il figlio.
 La madre si rivolse alla Madonna che apparve sopra ad un castagno, facendosi consegnare dal lupo il neonato. Fu anche grazie a questo miracolo che la popolazione si decise a costruire la prima cappella che, infatti, rappresenta nell'affresco anche il lupo.



L'antica fonte nello scurolo , cappella del miracolo



Il santuario visto dalla Scala Santa che si sale gradino dopo gradino rrcitando il rosario


Il Santuario

e se volete passeggiate con me....il mio solito percorso verso il Santuario


 

Thursday, May 5, 2011

La passeggiata di Pasquetta : Duraga/Robbiate

(ANCORA UN POST PROGRAMMATO) - ..ED INTANTO CHE SONO ALTROVE,
(GIA'..INDOVINATE DOVE..http://lavostraarte,blogspot...e direte che p......) - SORRIDO :-)))

 lascio alcune immagini che parlano della mia Brianza verde.
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La Pasqua è trascorsa fra gli spadellamenti vari, ma anche nella dolcezza degli affetti più cari.
Il pomeriggio di Pasquetta, abbandonati i fornelli, ci siamo proposti io e mia sorella di passeggiare e di conoscere finalmente quel "pezzetto di bosco" che il nonno Ettore, il cosidetto coltivatore diretto di allora ed affezionato contadino attaccattissimo alle sue terre, ha lasciato a mio padre e successivamente a noi.
Oggi è piuttosto difficile riuscire a mantenere in buono stato le terre specialmente se agricole, infatti, a parte il pezzo di orto, siamo costrette ad affittarle (senza nessun compenso)  ad alcuni agricoltori affinchè non vengano lasciate incolte.
Negli anni 50 il nonno le coltivava a grano e granoturco ed a coltivazioni varie,  papà ha fatto del suo meglio  per conservare il tutto e noi non vogliamo essere da meno, poichè ci sembra assolutamente un dovere mantenere tutto come loro hanno lasciato, anche se tutto questo ci crea alcune difficoltà economiche e di rapporti.  
Quando eravamo piccole, vedevamo spesso il nonno partire al mattino presto ed avvolto nel suo tabarro, tipico cappotto di allora, si recava nel "famoso bosco" e lo vedevamo tornare alla sera, soddisfatto del lavoro svolto, e noi, con un grosso mea culpa, solo ora ci siamo decise ad andare a vedere quel pezzo di terra tanto amato.
Abbiamo respirato  aria "d'infanzia" e non ci è stato difficile immaginare il nonno tra quei cespugli e quel sottobosco intento nella pulizia delle piante...è stato un bel momento colmo di tanta nostalgia.
Desidero inserire alcune foto della zona, perchè, a parte la nostra necessità di recarsi sul posto,credo che per coloro che abitino nella mia zona, sia una valida opportunità per passare un pomeriggio.

FRAZIONE DURAGA -
A ROBBIATE

Ci avviamo verso il bosco





Proprio dove c'è il nostro pezzetto, la zona è contraddistinta da questo albero che sembra messo lì a delimitazione, ma è un puro caso della natura


Sul fondo bosco si intravede l'Adda e qui sotto, mio marito e mio cognato



non ci siamo mancate io e mia sorella di cogliere gli asparagi selvatici


di scattare qualche foto ai fiori di campo






.......ma ora guardate qui..
.
trovo questa tre foto splendide..-senza ritocchi come sempre
(l'insettino era proprio rosso così....).




questa qui sotto  la trovo particolarmente  significativa... sullo sfondo l'abuso edilizio, la modernità, il cemento, il cosidetto mostro del  CEMENTIFICIO DI CALUSCO D'ADDA ed in primo piano il contadino che semina nel giorno di Pasquetta.
L'amore per la propria terra è grande e non c'è festività che tenga!!!!
Mi è sembrato un bel contrasto...che esegiva una foto.

THE END


Wednesday, February 9, 2011

Collettiva di pittura a Somasca e visita a San Gerolamo Emiliani

Come di consueto durante la manifestazione dei festeggiamenti  di SAN GEROLAMO presso il Chiostro dei Padri Somaschi  si sta tenendo la VI COLLETTIVA DI ARTISTI DELLA ZONA.
La mostra, la cui inaugurazione è stata il 6 febbraio, sarà aperta al pubblico sino a domenica 13 febbraio.  
Ben 51 artisti hanno aderito alla chiamata della collettiva dando lustro e prestigio all'insieme delle opere esposte.




con la mia opera "MIO DOLCE AMORE" a carattere religioso

Le altre due opere presentate




---.
per l'opera


Ricordi d'autunno
(oppure-corro su prati al sole d'autunno)
 olio a spatola su tela, dim. cm. 40x40 - anno 2010

mi è stato rilasciato il DIPLOMA DI SEGNALAZIONE

 
E dopo aver visitato la Collettiva, essendo una stupenda giornata, ne ho approffittato per farmi una rilassante  passeggiata a piedi salendo su...fino a "LA VALLETTA" dove si venera il Santo , ed ancora più su, fino ad arrivare alla Rocca dell' INNOMINATO, si, proprio quello del famoso "I PROMESSI SPOSI"


SAN GEROLAMO,nobile veneziano nato nel 1486, dopo un'avventurosa giovinezza, decide nel 1531 di abbandonare tutto e, pur rimanendo laico, dedicarsi ad una missione tutta particolare: condividere la vita con i poveri e fare comunità con gli orfani.
La sua esperienza spirituale matura all'interno della riforma cattolica attraverso il movimento del Divino Amore, e vicino a personaggi di rilievo come Gaetano da Thiene (fondatore dei teatini), il cardinale Gian Pietro Carafa (poi papa Paolo IV)
Come membro del Divino Amore Girolamo diventa abile organizzatore delle opere di carità in Venezia (l'Ospedale degli Incurabili di Venezia, la bottega degli orfani a S. Rocco). La sua fama in questo campo lo porterà per le città della Lombardia e del Veneto, chiamato dai vescovi ad ordinare le opere di carità delle loro diocesi.
Attorno a Girolamo si crea un grande alone di collaboratori, ed alcuni di essi decidono di condividere il suo stile di vita. Nasce così la Compagnia dei servi dei poveri, ora chiamati Padri Somaschi.
Girolamo muore a Somasca (Lecco) l'8 febbraio 1537 (quest'anno si venera l'anniversario della morte)dopo aver contratto la peste dai malati che curava durante una terribile epidemia che aveva colpito la Valle di S. Martino. Fu il suo estremo atto d'amore, capace di dare la vita secondo il comando di Gesù.
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LA MIA PASSEGGIATA :

Dopo aver visitato la Basilica di SOMASCA




si  giunge alla

 VIA DELLE CAPPELLE



Un suggestivo viale di circa 500 metri, oltre cinquanta statue lignee raccontano in breve la vita di San Girolamo dal momento della liberazione dal carcere alla sua morte.

Le cappelle e le statue risalgono alla seconda metà del XIX secolo

 


A metà delle vie delle cappelle si trova
LA SCALA SANTA
 
 
 
La Scala Santa è formata da centouno scalini: salendo in ginocchio, e recitando una preghiera per ogni scalino, si ottiene l’indulgenza.
Ancora oggi la Scala Santa è meta di molti pellegrini alla ricerca di pace interiore.
Al termine della Scala Santa c’è l’Eremo, incavato nella roccia dove San Girolamo si ritirava in preghiera.

Al termine della salita delle cappelle, si arriva ad un portale che conduce in uno spiazzo:
siamo giunti
alla VALLETTA 
 
 
 
 
dove San Girolamo amava ritirarsi in preghiera e in penitenza.

In questo luogo si possono ammirare l'ultima cappella (che rievoca la morte di San Girolamo), la Chiesa della Risurrezione con il piccolo cimitero in cui riposano alcuni padri somaschi, il piccolo santuario dedicato a San Girolamo, la fonte.
Il tutto immerso in una pace che invita alla preghiera. Tutti giorni c'è la presenza di un religioso per poter ricevere la benedizione con la reliquia di San Girolamo o per accostarsi alla confessione.
Nelle giornate limpide è possibile ammirare stupendi panorami sulla Valle di San Martino, sul lago di Garlate e (salendo al Castello) su Lecco e il primo bacino del lago.






La Valletta è aperta da settembre ad aprile dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 16.30 e alla domenica dalle 8.00 alle 17.30.
Da maggio ad agosto tutti i giorni dalle 8.00 alle 17.30.
Al di fuori di questi orari è tuttavia possibile raggiungere il Castello e gli altri itinerari seguendo le indicazioni sul luog

 
ROCCA DELL'INNOMINATO


Dal santuario della Valletta si sale alla Rocca dove S. Girolamo aveva sistemato definitivamente il suo orfanotrofio. Attraverso un sentiero a gomiti e a giravolte in mezzo al verde del bosco, si arriva al recinto del castello che la tradizione attribuisce all’Innominato dei Promessi Sposi
Prima di accedere al Castello, sulla destra è costruito un Oratorio dedicato a S. Ambrogio molto cara ai primi compagni di San Girolamo

Nello spiazzo erboso una Croce è innalzata a segno di salvezza là dove, alla voce implorante di Lucia rapita, Alessandro Manzoni, devoto di San Girolamo perché alunno dei Somaschi, fa sussurrare: “Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia”.







Nel torrione del Castello è stata ricavata l'ultima cappella che ricorda il miracolo della moltiplicazione del pane ivi compiuto da san Girolamo.




















Dalla rocca si gode di uno splendido panorama, in cui spiccano il blu del lago, le montagne verdi e paesi che si allungano e si snodano lungo le sponde di quel “ramo del lago di Como” reso tanto famoso dal Manzoni (vedi foto sopra)


Dalla rocca si può poi scendere da un sentiero che riporta alla Scala Santa e che permette di accorciare il percorso.
..E così si arriva alla fine di un percorso colmo di vegetazione di ogni tipo, di  misticità, di santità, un luogo di incanto e di bellezza naturale e poetica.

Sono salita col sole ed il cielo azzurro
 e così si mostrava la rocca col castello


e sono scesa con il penombra della sera 
 e così invece si mostrava la stessa rocca
tutte le foto sono di C.Colombo
ad eccezione dei panorami,
poichè la foschia non ha permesso dal castello  di scattare foto nitide.
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Come è mia consuetudine Vi invito sempre a visitare questi mie posti, colmi di tanta bellezza naturale e storia.
Somasca dista solo 20 km. da casa mia,  un luogo che mi sono riproposta di tornare con calma e con maggior  tempo a disposizione. Con l'arrivo della bella stagione  la vegetazione sarà splendida  e le fioriture  nel loro culmine. Qualche violetta comincia a spuntare ma sono solo dei piccoli accenni di primavera.  

SE CAPITATE DUNQUE DALLE MIE PARTI.....RICORDATE ....SOMASCA E LA VALLETTA CON IL  CASTELLO DELL'INNOMINATO.
Ne vale veramente la pena!!!

   

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