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Thursday, February 17, 2011

Visita al Museo del Novecento - Milano

Nel rinnovare ancora i miei complimenti a ROSA ed a SANDRA
per aver vinto le opere uniche messe in palio dal maestro MARIO SELLONI
desidero ora segnalare sul mio blog
http://lavostraarte.blogspot.com
ospito
L'ARTE DI AIDA GUARDAI
in evidenza dal 16 al 28 febbraio
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Passo al "tema del giorno"- cambiando decisamente argomento.....dopo il colore Viola, Vi porto con me, assieme al gruppo anziani, ad un importante Museo che sta riscuotendo molto successo a Milano, meta anche del Presidente Napolitano e di tante cariche pubbliche ed istuzionali.
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ERA UNA GIORNATA...
di  uno splendido (giovedì 3 febbraio) ed  accompagnando  il gruppo di anziani,  in quel di Milano,
ho avuto modo di visitare  il MUSEO DEL NOVECENTO - Palazzo dell'Arengario


Così dice la presentazione :

I MUSEI NASCONO PER MOSTRARE
IL MUSEO DEL NOVECENTO E' INVECE PROIETTATO VERSO LA CITTA'.

La sua struttura si snoda intorno a più fulcri, la torre dell''Arengario pensata come spazio di incontro con ristorante e bookshop, dove negli orari di apertura dei servizi , è sempre accessibile.
Come si giunge al primo piano, fa bella mostra di sè :

IL QUARTO STATO DI PELLIZZA DA VOLPEDO
(ho provato una grande emozione a vederlo dal vivo- è un incanto)
e
IL GRANDE NEON DI LUCIO FONTANA

(molto originale e di sicuro effetto)

che si trova nell'ultimo piano della torre, un segno luminoso sulla piazza del Duomo



 Palazzo Reale




Il Duomo visto dalla Torre dell'Arengario

Gli allestimenti e le opere a rotazione visibili al piano terreno dalle grandi vetrate su Via Marconi, Il percorso sviluppato in successione cronologica, parte dall'inizio del secolo e attraversa i maggiori movimenti e correnti dell'arte italina per chiiudersi simbolicamente con il 1968, anno di svolta sociale ed artistica verso nuove forme di espressione. Questo si può considerare il punto di snodo tra il Museo del Novecento e il futuro Museo d'Arte conteporanea. La selezione delle circa trecentocinquanta opere che fanno parte dell'esposizione permanente è stata definita da un comitato scientifico di diversi e sperti d'arte.
Molti gli artisti le cui opere primeggiano nelle bellissime e moderne sale espositive.(alcuni - in ordine casuale, troppi per poterli fotografare tutti )
PABLO PICASSO


GIACOMO BALLA

con la nostra guida "bravissima" - Massimo

GIORGIO MORANDI


GIORGIO DE CHIRICO


ARTURO MARTINI


MARIO SIRONI


LUCIO FONTANA


MARIO SCHIFANO


MARCO MERZ


ALBERTO BURRI



MODIGLIANI


PIERO MANZONI (discendente del famoso ALESSANDRO)


ebbene..si ...al centro
la Merda d'artista n. 80
che fece e che fa sempre molto scalpore, ma venduta a prezzi elevatissimi 

qui invece
"l'alito d'artista" sempre del Manroni

(posso dire- robb de matt---roba da matti!)

Che dire? L'arte contemporanea è senz'altro da vedere, ma che lascia in alcune occasione alcune perplessità proprio per riuscire a capire e comprendere dove sta l' arte! (molto discutibile in tante.troppe occasioni)
Le opere esposte sono tantissime e di rinomati artisti contemporanei, che possono piacere o non piacere, ogni giudizio è legittimo.
La cosa certa è che vale senz'altro la pena di passare un pomeriggio per far visita ad uno dei più importanti musei aperti in questo ultimo periodo sulla splendida Piazza Duomo di Milano
Gli orari di apertura al pubblico del Museo sono i seguenti:

LUN. 14.30 - 19.30
MAR. MER. VEN. e DOM. 9.30 - 19.30
GIO. e SAB. 9.30 - 22.30

Dal 7 dicembre 2010 al 28 febbraio 2011 l’ingresso è gratuito grazie a Bank of America Merrill Lynch

Thursday, June 24, 2010

RUBENS ED I FIAMMINGHI

DEVO CORRERE...HO TROPPE COSE DA INSERIRE...e non voglio saltare nulla...MI SCUSINI COLORO CHE SI CHIAMANO GIOVANNI O GIOVANNA (vedi post precedente)

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RIFLESSIONE A VOCE ALTA

Non ho la pretesa di pensare che questo mio blog possa essere uno spazio  culturale, ma come già ho scritto nel mio profilo, mi piace pensare di condividere con Voi tutto ciò che ritengo valido pubblicare, specialmente per  coloro che, forse perchè impossibilati a muoversi,  o perchè sono lontani ,o per altri motivi, non possono visitare ciò che sto ora Vi sto mostrando.
Mi è stato confermato da alcune lettrici che   il mio blog (come penso altri blog) è diventato un appuntamento giornaliero, come  un buon caffè mattutino. Se a questo aggiungiamo la conferma in diretta (qui sul blog) che giovani lettori e lettrici (vedi Roberto e Maura)  si sono avvicinati   all'arte e cominciano appunto ad amare l'arte  proprio per le proposte di questo mio spazio, portando anche a loro conoscenza di nuovi "artisti" magari sconosciuti,  non  fa altro che spronarmi a lavorare ancora di più sul mio progetto.
Ho constatato inoltre  che tra "artisti" vari che ho portato in evidenza sul blog
http://lavostraarte.blogspot.com/
si sta instaurando un solido legame di collaborazione, alcuni hanno anche aperto un blog, altri stanno pensando di realizzarlo, poichè l'esperienza li ha molto gratificati.
Probabilmente senza quelle personali on-line non avremmo avuto modo di conoscerli e magari avremmo perso tempo prezioso prima che arrivassero a tutti noi.
Devo però anche dire che il tempo è galantuomo e forse qualcuno avrà "o il giusto merito o il giusto demerito". 
...e dopo queste chiacchiere "Da salotto"


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DEDICO
questo inserimento a Voi tutti , ma in particolare
alla cara signora Giuliana,
che spero stia godendo di attimi più sereni.

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..........Nel pomeriggio uggioso di sabato 19 giugno, con visita organizzata e condotta da una bravissima guida  ho visitato

la MOSTRA DEDICATA A RUBENS ED I FIAMMINGHI a Villa OLMO - COMO.







Per coloro che sono vicini consiglio vivamente di NON perderla per la maestosità delle opere proposte, ma anche per la villa che accoglie la mostra .
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“La mostra di Villa Olmo - commenta il curatore Sergio Gaddi - celebra la genialità e la modernità di uno dei maestri assoluti della pittura, una personalità che dopo quattrocento anni continua a sorprendere per la potenza grandiosa ed esuberante del segno che ha reso universale il Barocco europeo.

Rubens è sempre contemporaneo perché fissa nel tempo l’ideale della bellezza classica e riesce a dare la vita alle sue figure attraverso la luce e il colore.
La sua pittura è una festa per l’anima e per gli occhi, e le opere esposte a Como raccontano la ricerca della perfezione nell’esperienza rubensiana e permettono al visitatore un viaggio appassionante nell’epoca d’oro della pittura fiamminga del Seicento”.

TUTTO,MA PROPRIO TUTTO SU RUBENS QUI :







ALCUNE ECCELSE OPERE CHE HO POTUTO AMMIRARE IN MOSTRA





BOREA RAPISCE ORIZIA




TIGRE CHE ALLATTA I CUCCIOLI




BACCANALE



LE TRE GRAZIE






VENERE IN GLORIA ADORATA DAGLI ANGELI 

sono solo un esempio delle stupendissime  opere che vengono proposte in questa mostra.

Non apprezzavo in modo particolare Rubens, ma Vi assicuro che i miei occhi hanno fatto molta fatica a staccarsi da questi splendori .
 Rubens nelle Sue opere si è avvalso moltissimo dell'aiuto dei suoi  allievi. Preparava il bozzetto, dipingeva egli stesso la figure, ma non sempre, e lasciava agli allievi i particolari e gli sfondi .
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(Un po' come fanno oggi i grandi artisti...ormai loro pongono solo la firma ed il lavoro viene effettuato dai lavoranti o meglio dagli artisti che restano nell'anonimato)
che dire....resta la meraviglia di questi capolavori...

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Da brava lecchese e quindi amante del suo lago e di tutto ciò che fa parte di questa bellissima zona della Lombardia, desidero ora postare alcune foto scattate a

Villa Olmo, stupenda villa sul lago di Como,

ora luogo esclusivo di Mostre molto importanti.



(foto da internet)
Il nome le deriva da un olmo colossale, leggendariamente piantato da Plinio il Giovane, che abbelliva in passato il parco della villa.
L'architettura originaria (parte centrale), neoclassica, venne disegnata da Simone Cantoni di Muggio (Canton Ticino) nel tardo Settecento.


Al primo proprietario, Innocenzo Odescalchi, altri ne succedettero che ampliarono l'edificio, aggiungendo le ali, pur non alterandone il volto stilistico.
Tra gli illustri ospiti segnaliamo Napoleone e Garibaldi.
Oggi la villa appartiene al Comune di Como che, dopo restauri, l'ha destinata a sede di manifestazioni culturali.
La facciata principale, rivolta verso il lago di Como consta di una parte mediana (cioè la villa originaria) ritmata da colonne e da lesene e sormontata da terrazza con statue, e da due ali laterali.
La castigata misura dell'esterno si trasforma, nell'interno, in profusione di ornamenti: stucchi, dorature, statue, affreschi di artisti dell'ultimo '700 e del primo '800.






Fra i vari ambienti spicca, per garbo decorativo, il teatrino (1883) con 92 posti e affreschi del Fontana.
Nel parco troviamo un tempietto neoclassico e un piccolo ruscello.

Nel centro del giardino davanti alla villa si innalza una fontana dove si vedono due bimbi che giocano con un mostro marino, opera dello scultore G. Odofrechi.
L'attico è dedicato a una mostra di disegni dell'architetto comasco Antonio Sant'Elia (1886-1916), il primo propugnatore dell'architettura futurista.






( foto di C. Colombo)




se appena potete...visitatela...non Ve ne pentirete.



Thursday, March 18, 2010

mostra " GIORGIONE " - MUSEO CASA GIORGIONE

DAL 12.12.2009
AL 11.04.2010

presso il museo casa GIORGIONE
a Castelfranco Veneto

G I O R G I O N E
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nessun destino di poeta comparabile al suo, in terra.
Tutto, o quasi, di lui s'ingnora; e taluno giunge a negare la sua esistenza.
Il suo nome non è scritto in alcuna opera; e taluno non gli riconosce alcuna opera certa.
Pure, tutta l'arte veneziana sembra infiammata dalla sua rivelazione...
Gabriele D'Annunzio (il fuoco) 1898
Biografia di Giorgione

(1477 ca - 1510)
Poco o nulla si sa della vita di Giorgione, primo grande pittore veneto del Cinquecento.

Le date di nascita e di morte vengono tramandate dal Vasari, il quale descrive nelle sue "Vite" l'uomo, l'artista ed alcune caratteristiche della sua opera. Seppure sia incerto dove il Vasari avesse preso le informazioni sulla vita del misterioso pittore, la data di nascita, il 1477, sembra verosimile. Essa corrisponde, infatti, al periodo in cui Giorgione presumibilmente lavora a Venezia, nella compagine culturale di fine '400.

Nulla si sa del suo cognome: egli è conosciuto solo come Giorgio, in veneto Zorzo o Zorzi, da Castelfranco Veneto, luogo di nascita. Pare che l'accrescitivo del nome, Giorgione, gli venga attribuito dal Vasari "dalle fattezze della persona e dalla grandezza dell'animo". Lo storico parla dell'artista come "nato d'umilissima stirpe", fatto che pare essere smentito da Carlo Ridolfi ne "La Maraviglia dell'arte" (1648), ove si scrive che "Giorgione nascesse in Vedelago d'una delle più comode famiglie del contado, di Padre facoltoso".

Certo è che il pittore trascorre una vita agiata, frequentando circoli nobiliari, allegre brigate, molte belle donne. E' celebre in vita, adorato dai collezionisti d'arte, protetto dalle famiglie veneziane dei Contarini, Vendramin, Marcello, che acquistano le sue opere e le ammirano nel segreto dei propri salotti. E' questa una delle motivazioni principali della scarsità di notizie sull'artista e anche della difficoltà di attribuzione per lunghissimo tempo da parte storici dell'arte.



HO VISITATO CON MOLTO INTERESSE LA MOSTRA
E DESIDERO SCRIVERE SU DI ESSA.
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un territorio ricco quellod Castelfranco ricco di arte e cultura dove, in un raggio di pochi chilometri - in quello che si può definire un vero "trinagolo d'oro - si possono ammirare le opere di tre grandi maestri della scultura, dell'architettura e della pittura : PALLADIO, CANOVA, E GIORGIONE.
A Castelfranco Veneto si trovano le due opere fondamentali dell'eredità del Giorgione :

LA PALA  conservata nel Duomo ;

(vi consiglio di curiosare in internet...sulle anomalie di questa opera ; la prospettiva, lo sfondo, gli occhi dei protagonisti non diretti al fruitore, i gradini che si appoggiano sul prato del verde... ecc ecc...forse tanti errori voluti??? )

e la casa quattrocentesca che ha ospitato il suo pensiero ed il suo lavoro, diventato ora, dopo un accurato restauroè diventato  il Museo Casa Giorgione. (sopra postata)

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UNA MOSTRA SENZA UGUALI

(così viene definita sul deplian di promozione)

A Castelfranco rivive lo spirito di Giorgione
A 500 anni dalla sua morte, la città natale dedica all'affascinante pittore un eccezionale evento espositivo, capace di riunire un nucleo incredibile di capolavori del Maestro, morto giovanissimo a poco più di 34 anni ( peste-o forse di sifilide!?)
18 dipinti attribuiti dalla critica al grande GIORGIONE, più della metà del lavori generalmente ricondotti a lui, giungeranno a Castelfranco Veneto nell'occasione -
dalla

TEMPESTA



giunta dalle GALLERIE DELL'ACCADEMIA DI VENEZIA

alle

TRE ETA'



DA PALAZZO PITTI

DAL

TRAMONTO



DELLA NATIONAL GALLERY DI LONDRA

ALLA

MADONNA COL BAMBINO

 

DELL'ERMITAGE .

affiancati in un percorso espositivo emozionante, a oltre 100 opere dei maggiori artisti del tempo come Bellini, Durer, Perugino, Cima da Conegiano, Sebastiano del Piombo, Tiziano e Raffaello.

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in questo contesto non è esposta l'opera stupenda
ma così tanto misteriosa sulla sua realizzazione
della

VENERE DI DESDRA

poichè la richiesta per il prestito è stato altissimo ed il comune di Castelfranco
 non è stato in grado di affrontare l'enorme spesa.

Sono riuscita a fotografare un falso
esposto presso la
STUPENDA VILLA PATRIZIA
CA' MARCELLO
della quale Vi parlerò più avanti.







La Venere dormiente, nota anche come Venere di Dresda, è un dipinto ad olio su tela di Giorgione, uno dei maestri del Rinascimento italiano. È generalmente accettata la teoria secondo cui il paesaggio e il cielo sono opera di Tiziano, che li completò dopo la morte di Giorgione nel 1510, come per primo scrisse Vasari[1]. Si trova presso la Gemäldgalerie di Dresda.
Il dipinto, uno degli ultimi lavori di Giorgione, ritrae una donna nuda il cui profilo sembra seguire quello delle colline sullo sfondo. Giorgione si impegnò molto nella realizzazione dei dettagli sullo sfondo e delle ombre. La scelta come soggetto di una donna svestita segnò una rivoluzione nell'arte, ed è considerata da molti critici uno dei punti d'inizio dell'arte moderna. Il quadro rimase incompiuto alla morte di Giorgione: il paesaggio e il cielo furono terminati da Tiziano, che in seguito dipinse la simile "Venere di Urbino". Sottili implicazioni erotiche si trovano nel braccio alzato di Venere e nel posizionamento della sua mano sinistra sul suo inguine. Le lenzuola sono dipinte in argento, un colore freddo che Giorgione preferì alle tonalità calde comunemente usate per i tessuti; sembrano inoltre rigide, se paragonate a quelle dipinte in opere simili di Tiziano o Velázquez. Il paesaggio è in armonia con le curve del corpo della donna, il quale instaura una relazione ancor più forte con ciò che lo circonda, divenendo oggetto organico e naturale.



qualche immagine di Castelfranco


un quartiere


il duomo

Palazzo comunale di fronte al Duomo





parte delle mura di cinta- il castello


interni del teatro al museo Giorgione




Inutile dirVi che per chi ne ha la possibilità è consigliabile senz'altro visitare la mostra.
Castelfranco inoltre offre la possibilità di passare una giornata in serenità, essendo una cittadina a misura d'uomo. Si passeggia nel verde adiacente al castello, e per i buongustai si "mangia pure ottimamente".Non dimenchiamoci che è la patria del radicchio e dell'asparago bianco, quindi  i primi sono spesso a base di questi ortaggi. (io ho assaggiato : Maccaroni follenghiani alla Trevigiana + risotto alle erbette primaverili). Spalla di vitello con aparagi e patate al forno, Golosessi castellani - scritto tutto così, non sono errori di battitura - Cabernet Sauvignon + Verduzzo Passito per il dolce)  .
Tutto questo al ristorante TEATRO, proprio di fronte al teatro-museo , vicinissimo dunque alla mostra ed alla piazza principale del Duomo.

(1477 ca
 

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