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Saturday, November 21, 2009

Mostra : ERNESTO TRECCANI







IL PITTORE DEGLI UMILI
L’artista deve ritrovare la libertà espressiva del disegno infantile e respingere la mercificazione dell’arte.


Questi i dictat di Ernesto Treccani, pittore milanese noto in tutto il mondo per le sue tele e per l’impegno civile a favore delle classi meno abbienti.


Sogna un mondo svincolato dalla schiavitù del denaro e che crede nel valore della cultura.

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Ho partecipato al vernissage tenutosi Sabato 21 novembre

presso la Fondazione ATTILIO GRANATA - FRANCO BRAGHIERI

DI IMBERSAGO - Vicolo Chiuso,n. 6


per l'apertura della MOSTRA


CAPOLAVORI STORICI

DI ERNESTO TRECCANI



LA MOSTRA RESTERA' APERTA DAL 21 NOVEMBRE


FINO AL 10 GENNAIO 2010



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a cura di Marina Pizziolo

La mostra , patrocinata dal comune di Imbersago, dalla Provincia di Lecco, dal Parco ADDA Nord, dall'Ecomuseo di Leonardo e dalla Pro Loco di Imbersago, raccoglie un'accuratissima selezione di opere storiche di Ernesto Treccani.


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I dipinti tutti assoluti capolavori, sono stata eseguiti tra il 1948 e 1994 e rappresentano momenti capitali dell'evoluzione poetica dell'artista.

Ernesto Treccani è uno degli ultimi protagonisti viventi dell'arte del novecento. E questa mostra, curata da Marina Pizziolo - che ha diretto per oltre dieci anni il Museo Treccani, a Milano e curato molte tra le più importanti rassegne dedicate a questo artista da musei e gallerie private, in Italia e all'estero - offre al pubblico possibilità di rileggere l'evoluzone dell'arte figurativa italiana, in un secolo che ha saputo rivoluzionare la nozione stessa di opera d'arte.

A vedere s'impara : si intitola così un saggio di Treccani. E il suo inesausto impegno di uomo e di artista ha sempre ubbidito alla convinzione profonda che l'uomo è sordo alla poesia, perchè vittima di un'organizzazione del tempo che lo vuole sordo ai richiami dell'anima. Sta all'artista levare il suo fragile scudo, tessuto di colore, contro il grigio della quotidianietà.


"Non toglietemi

i colori

il verde acido

il rosa antico

il violetto

la tua bocca

la tua mano."



Sono versi di Treccani, la coraggiosa preghiera di un uomo che ha capito che il quadro più bello è sempre quello ancora da dipingere.

Perchè la verità, la bellezza, la poesia un uomo può solo continuare a cercarle.Per tutta la vita.

La Fondazione Granata Braghieri e l'amministrazione comunale con questa mostra vogliono rendere omaggio a un grande artista che, come presidente onorario del premio MORLOTTI, ha un legame particolare con la vita culturale di Imbersago


Orario di apertura :

giovedi : 14,30 - 18,30, sabato e domenica : 10,00 - 12,00 / 14,30 - 18,30

Natale e Capodanno chiuso, altri su appuntamento.

per info telef. 339 4196641





BIOGRAFIA DI ERNESTO TRECCANI




Figlio del fondatore dell’omonima grande enciclopedia, il maestro Ernesto Treccani è nato a Milano il 26 Agosto 1920. È entrato giovanissimo, mentre ancora seguiva gli studi di ingegneria, nei gruppi di avanguardia artistica e di fronda nei confronti della cultura fascista.

Direttore della rivista Corrente, ha esposto per la prima volta come pittore alla Bottega di Corrente nel 1940 con gli amici Birolli, Guttuso, Migneco, Sassu e altri; nel 1943, ancora alla Galleria di Corrente e della Spiga, ha esposto un gruppo di opere con Cassinari e Morlotti.
Dopo la guerra e la resistenza, cui ha partecipato attivamente, è stato redattore, insieme a De Grada, De Micheli, Vittorini e altri, della rivista “Il 45”, poi animatore con Ajmone, Chighine, Francese e Testori, del gruppo “Pittura” e redattore della rivista “Realismo”.

La sua prima personale è del 1949 alla milanese Galleria del Milione, presentata da una monografia a cura di Duilio Morosini.

In quel periodo ha incominciato a recarsi e dipingere anche a Parigi, da allora significativo punto di riferimento per il suo lavoro.Nel 1950 ha partecipato con opere di bianco e nero alla Biennale di Venezia e successivamente, nel 1952 e 1956, con mostre personali di disegno e di pittura alla XVI e XVIII edizione.

Nello stesso 1956 ha preso parte alla mostra di realisti organizzata presso la Leicester Gallery di Londra e ha tenuto una personale alla Heller Gallery di New York.

La realtà contadina calabrese, conosciuta direttamente nei lunghi soggiorni a Melissa, e il paesaggio urbano industriale di Milano e di Parigi hanno costituito in quel periodo i temi fondamentali della sua pittura.

Sempre nel 1956 ha fatto parte di una delegazione culturale in Cina, viaggio che lo ha fortemente impressionato e dal quale ha riportato oltre un centinaio di disegni e acquarelli.
Tra i lavori degli anni Sessanta sono da ricordare le cinque grandi tele ispirate a “La luna e i falò” di Pavese (1962/63), il ciclo delle opere “Da Melissa a Valenza” (1964/65), i dipinti sul tema del giardino e delle siepi e la serie di acquarelli dedicata a un viaggio a Cuba.

Più tardi, nel 1976, la grande mostra a Volgograd, Mosca e Leningrado, organizzata dal Ministero della Cultura sovietico.

Negli ultimi decenni ha operato in luoghi diversi, sviluppando in molteplici direzioni la propria ricerca: dalla campagna emiliana alle regioni dell'Italia meridionale, dove ha lavorato a Potenza, Matera e Policoro, fino ai paesi contadini dell'Ucraina, attraversati sulle orme del romanzo di Babel in un viaggio fantastico, ispiratore della grande tela “Rosso cavaliere”, del 1977.
Nel 1978 Treccani ha dato vita alla Fondazione Corrente, con un programma mirante, oltre alla raccolta e allo studio di documenti, testimonianze e opere del periodo storico compreso tra la nascita del movimento di Corrente e gli anni del Realismo, all'organizzazione di incontri, dibattiti, seminari e mostre sui temi più attuali della cultura contemporanea.

Dagli anni 80 in poi, Nizza diviene uno dei luoghi dove Treccani si reca sovente a dipingere.

Con Parigi, Macugnaga e Forte dei Marmi, è tuttora uno dei luoghi abituali di soggiorno creativo. Alla metà degli anni ottanta risale poi una delle sue opere più importanti, “La casa delle rondini”, circa duemila formelle ceramiche che rivestono interamente la facciata della sede della Fondazione Corrente e della Collezione Studio Treccani, in via Carlo Porta a Milano.

Tra i lavori più significativi degli anni a cavallo del secolo troviamo anche i grandi cicli ispirati al Don Chisciotte di Cervantes e al Decamerone di Boccaccio, intese come testimonianza dell’intenso rapporto tra parola e immagine che è sempre stato aspetto costante della ricerca di Treccani.


alcune opere











Thursday, November 19, 2009

L'incisore-scrittore : MAURIZIO MANCUSO



con l'incisore-scrittore MAURIZIO MANCUSO E SIG.RA (e la sottoscritta)


a GIARDINI NAXOS - 25 ottobre 2009
durante la cerimonia di premiazione concorso
ACCADEMIA INTERNAZ. IL CONVIVIO


MAURIZIO MANCUSO


è MAESTRO INCISORE-SCRITTORE NATO A PIACENZA NEL 1937




ha ricevuto il premio speciale di arte


per la sua opera


L'ALBERO DELLA VITA




alcune foto della cerimonia con il maestro Mancuso





Breve Biografia del maestro Mancuso :




Ha studiato e lavorato a Milano.

Ha conseguito il diploma di Decorazione pittorica e Calcografia alla Scuola Superiore di Arti Applicate del Castello Sforzesco di Milano.

Come incisore ha tenuto mostre personali a ha partecipato a Collettive a Milano. Si è trasferito a Borzonasca, in Liguria, nel 2003, dove ha proseguito l'attività incisoria e la scrittura.

Partecipa alle attività culturali della Associazione degli incisori liguri a Genova.

E' presente alle Rassegne biennali del Comune di Bagnacavallo-Gabinetto delle Stampe.

Ha pubblicato un bassorilievo di ardesia sul tema "L'albero della vita" donato all'Ospedale Gaslini di GENOVA, nel 2007.

Ha eseguito pitture all'interno del teatro comunale di Borzonasca sui temi delle Muse, della Nascita di Venere e del Commiato di Orfeo da Euridice, nel 2008.

L'intento dell'autore è quello di accordare le parole alle immagini incise (il libro inciso)



E' USCITO ad ottobre 2009


IL LIBRO DI POESIE E' ACCOMPAGNATO DALLE FOTO DELLE SUE INCISIONI:

FOGLIE AL VENTO









Così dice la Prefazione del libro :





Scrivere poesie è comunicare per immagini.
Possono essere forti o delicate ma coinvolgono tutti i sensi e riguardano l'intero corso dell'esperienza umana dello scrittore.
Soprattutto il tempo, le stagioni della vita. Come nel sogno i vivi convivono coi morti, in una sospensione magica del tempo. Ritornano a farci vista volti, voci, attede dei tempi , delle speranze. Qualcuno ci suggerisce grappoli di parole, noi dobbiamo individuare la musica per legarle insieme.
Una volta che la poesia ci è stata dettata, nero su bianco, dobbiamo rileggerla col necessario distacco e tagliar via tutto ciò che non è essenziale.
Bisogna poi nasconderla sotto un libro, leggerla nuovamente il giorno dopo, quando abbiamo un po' di tempo da perdere.Va ancora bene? Non si sa. Ci vuole un bel coraggio a pubblicare poesie.
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Un parere personale?
Concordo pienamente, la poesia va riposta, nascosta e poi ripresa...e chissà...E NON è detto che la poesia sia ancora tale!



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per ragioni di spazio, riporto qui solo tre poesie, e come spesso mi succede, mi sento dispiaciuta per questo, ma non è certamente possibile riportare tutto il libro:



GIORNATA GRIGIA A MILANO


La giornata era grigia e fredda,

un vento secco aveva spazzato lo smog,

Una forza cupa e allegra come un canto
rendeva spedito e sicuroil suo passo.
Al ritmo del battito del suo polso
e del respiro dei suoi polmoni
pulsava la volontà di esprimere
un nuovo sè stesso.






NUVOLE NERE


Nuvole nere
gonfie ed immobili
come figure
dell'Apocalisse.


Un tempo è finito.
Se vuoi un barlume
di verità
cerca il silenzio.


Sono parole
confuse, atterrite,
spiegazioni insensate,
contorte, nel Caos,
come un turbine
di foglie strappate
da un vento implacabile.


Siamo impotenti
di fronte a un futuro
di violenza e barbarie,
se non cerchiamo
un barlume,
tirati da un filo
fuori dalla grotta
oscura
a cdercare la luce soffuss
di un Purgatorio


dove i sentimenti
e la mente
non sono venduti
e contano ancora.

NOI

Noi siamo persone
che si perdono
in ripetizioni meccaniche
di gesti propiziatori.


Assorte, piegate
intente a cantare cantilene.
Visi impietriti
in maschere rigide
ed occhi vuoti.


Forme cupe d'angoscia
non vi ammoniamo invano.


Voi protagonisti di chiacchiere vuote,
marionette di commedie false e ridicole,
pagati per ingannare.
Giacerete abbandonati, riversi
sul palcoscenico vuoto,
pupazzi dai fili tranciati.

LE POESIE SONO ACCOMPAGNATE DALLE SPLENDIDE IMMAGINI RELATIVE ALLE INCISIONI DEL MAESTRO :

Eccone alcune :





vecchia cinese



fontana magica






il pittore e la modella


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Coloro che volessero contattare direttamente il maestro Mancuso, lo possono fare direttamente tramite mail : maurizio.mancuso.37@alice.it

Sarà ben felice di essere a Vostro completa disposizione per info sul libro e sulle sue bellissima, ma soprattutto sentite e particolari INCISIONI.









questa incisione è una della mie preferite :
DISASTRO
(La trovo semplicemente SUBLIME)
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Complimenti sinceri Maurizio per tutta la tua arte!

Monday, November 16, 2009

Un gradito regalone " ALCUNE OPERE DI FRANCESCO BALDASSI"

questo post completa il post precedente :


Vi ho scritto qualche giorno fa del Poeta - scrittore FRANCESCO BALDASSI di Roma avendo avuto modo di conoscerlo personalmente presso la cerimonia di premiazione dell'accademia IL CONVIVIO a GIARDINI NAXOS
Il mio è stato un gesto spontaneo volendo assolutamente far conoscere a tutti Voi che mi seguite quanto sia sublime il suo scrivere.
Consaiderando le numerose opere pubblicate, mi rendo conto che aver postato tre poesie è stato uno spazio troppo limitativo, riduttivo ed allora Vi voglio qui riportare altre poesie che ho estratto dai volumi che ho avuto in regalo dallo stesso autore proprio oggi :





finito di stampare ottobre 2008
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(alcune poesie)


QUIETE

Dallo scandaglio assiduo della vita
e da un vago timore eviscerato
dalla totalità fugace di penombre.

e per il vasto incresparsi del rumore
sorpreso nel sospetto del respiro:
germoglia la presenza dell'attesa.

Ritorno allora a lambire
l'essenza della quiete.

Così nell'emergenza del mio canto
disciolgo la vibrazione nel sereno.

E il senso che avvolge il cuore delle cose,
tracciate nel discender del destino,
sorprende l'esistazione della voce.

Ma il dono di parlarti con l osguardo
s'alza a congiungere questa invocazine
nell'incombenza d'una pietà risorta
a colmare lo spazio / del silenzio umano.



BELLEZZA

Ascoltare il silenzio del fiorire
dentro la vastità che annuncia il sole
all'origine della sorpresa della vita.

Dell'essere è scomparsa la sua assenza
impone regale la sua sovranità
nella liberazione dall'occulto

della bellezza

impervia alla sostanza
della folta oscurità dell'esistenza.

Ma forte si sovrappone l'energia
della lode che vibra nelle altezze
di questa suprema vittoria dell'amore

che impregna la materia
della fecondità, sortita
dalla potenza che illumina l'eterno.



">
finito di stampare luglio 2009


IL TRAMONTO

... torna a crogiolarsi nello spazio.

Un abisso di luce s'inginoscchia
e muore.

In lontananza
negli orizzonti accesi
dalla necessità del vento
il silenzio dell'ora si rovescia
dentro una calma
estrema.


Su tutto
preme l'infinito.


L'ONDA

Ho sognato di stringerti accanto
a questa inversione sconfinata
dell'oblio.

Per questo l'onda s'acquietò
rapidamente intorno all'accensione
del desiderio.

E tacque ogni sorpresa
in tanta convinzione di apparire
compresi nello spazio
d'una rincorsa folle
verso l'onnipotenza del destino.


E' trascorso mezzo secolo da quando, ragazzetto poco più che undicenne, Donato ritornò con i suoi a Roma. Mezzo secondo tondo, dopo esserne partiti otto anni prima, "sfollati" a motivo della guerra, andandosi a stabilire nel paese di origine e di nascita di suo padre.
Così ieri - dopo ver sostato un poco presso la tomba paterna, per una rapida visita - egli andava considerando quei lontani eventi e tutto il tempo trascorso nel suo paese di adozione.
Oscillava nel pensiero tra la percezione del presente e la rievocazione del passato, tra i ricordi di luoghi ed avvenimenti e la loro apparizione concreta, tra il sentimento delle giovanili amicizie. l'angoscia dell'ineluttabilità del tempo e la speranza del ricupero reale dell'esistenza perduta....

Francesco Baldassi


finito di stampare luglio 2008


(alcune poesie)


L'APICE

L'apice è là dove si spegne
la costanza del battito del cuore
là dove culmina la perseveranza
di questo scivolare lungo i bordi
d'un grave andare
nei crinali di tanta asperità del vivere
col sapore dell'aria nel respiro.

E' qualcosa di estremo
una definitiva ininterrotta
proclamazione
dalla frattura che s'avverte
quando si scuote l'ora del destino.


SORELLA MORTE

Mi sei presente, sorella, e mi brandisci
racchiusa nel mio seno
serenamente colmato nel tuo bene
e d'ogni perfezione
della distanza
da tutta la finitudine del mondo.


Lietamente
accorrerò a interrompere l'indugio
per tanta capacità di trasalire
a questa gremita festività degli occhi
che trascima a squillare nella luce
degli spazi percossi dalla sostanza eterna.

finito di stampare luglio 2006
(alcune poesie)

HO DATO LE MIE MANI...

Ho dato le mie mani a questa sosta
nel sollevarsi allo sguardo dei mattini
di rarità ad accogliere il diletto
del compimento incessante della vita.

Questo cuore mi hai dato e questa voce
a trasgredire il pudore dell'arcano
e il bisogno di ritrovare la sostanza
di guardare stupito dentro il cielo.

E grida e palpiti sospesi nello spazio
di un accorato gemito a sfrangiare
acuti attriti dall'ombra delle nubi
sull'increspato specchio del mio stagno.

Ma oggi ascolto questa fragilità del canto
che accompagna le mie notti impigliate
dentro i sogni che fuggono dal mondo
della frantumazione del mistero.


DENTRO IL FIORIRE

Dentro il fiorire aperto
di quel sorriso scalfito dal tepore
elava il suo silenzio dall'eterno.

E già la proiezione della luce
s'insinuava rapida a lambire


della vita una goccia

trasparente.


Fu l'attimo. E la soglia
di questo progredire dell'annunzio
ci regalò il sussurro

della letizia.


E le stagioni e il cielo
sciolsero il loro canto
a custodire
questa presenza morbida del volo
nel breve suo palpito raccolto
sul velo di quel volto
a disegnare l'infanzia della vita
dentro il primo respiro.

Era dono ed offerta
altare e liturgia.
Il sopraggiungere unico del soffio
e un vagito:
primizia dell'amore.

Roma, febbraio 20

finito di stampare nel 2005


Le scienze dell'uomo non sono in grado di interpretare adeguatamente "il malessere che affligge l'animo umano" che si esplicita "nella profanazione assurda del reale".
Solo con la luce e la forza della fede è possibile respongere nocivi giustificazionismi, allontanare comportamenti aberranti, rifiutare la logica del mondo avversa al progetto divino e riscattare l'uomo nel segno della Croce.
Nella poesia di Francesco Baldassi la parola umana, indegno simulacro della Parola divina, verifica se stessa e il mondo, proponendosi come risarcimento alla contigenza ed all'effimero del reale. (tratto da retro di copertina)



stampato nel 1969

(alcune poesie)


GIUSTO DOLORE UMANO

Mansuetudine dell'aria stanca,
nell'odore di nebbie
tra le viti. Ancora il sangue
trasale ai moti oscuri
del cuore, ancora l'urlo
sprofonda, ancora
il giusto dolore umano.

Come lontana
dal verde che affonda nel tramonto
questa malinconica di carne!

Alatri, 1961


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Ringrazio profondamente Francesco per questo suo splendido regalo e per avermi regalato attimi di profonda riflessione.

Sunday, November 1, 2009

ALDA MERINI ...E LA SUA "POESIA"


E' morta a Milano la poetessa Alda Merini. Aveva 78 anni. Era ricoverata all'ospedale San Paolo (dove sarà allestita la camera ardente) da una decina di giorni per un tumore osseo. Viveva in condizioni di quasi indigenza (una scelta di vita basata su una sorta di noncuranza), tanto che i pasti quotidiani le venivano portati dai servizi sociali comunali.




http://www.youtube.com/watch?v=pEAYCn_GKm8






LA TERRA SANTA

Ho conosciuto Gerico,
ho avuto anch'io la mia Palestina,
le mura del manicomio
erano le mura di Gerico
e una pozza di acqua infettata
ci ha battezzati tutti.
Lì dentro eravamo ebrei
e i Farisei erano in alto
e c'era anche il Messia
confuso dentro la folla:
un pazzo che urlava al Cielo
tutto il suo amore in Dio.

Noi tutti, branco di asceti
eravamo come gli uccelli
e ogni tanto una rete
oscura ci imprigionava
ma andavamo verso la messe,
la messe di nostro Signore
e Cristo Salvatore.

Fummo lavati e sepolti,
odoravamo di incenso.
E dopo, quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno.

Ma un giorno da dentro l'avello
anch'io mi sono ridestata
e anch'io come Gesù
ho avuto la mia resurrezione,
ma non sono salita ai cieli
sono discesa all'inferno
da dove riguardo stupita
le mura di Gerico antica.






biografia di ALDA MERINI
Alda Merini, poetessa milanese, nasce nel capoluogo lombardo il 21 marzo 1931.
Minore di tre fratelli, le condizioni della famiglia sono modeste. Alda frequenta le scuole professionali all'Istituto "Laura Solera Mantegazza"; chiede di essere ammessa presso il liceo Manzoni, ma - sembra incredibile - non supera la prova di italiano. In questi anni dedica molto tempo anche allo studio del pianoforte.

Spinta da Giacinto Spagnoletti, suo vero scopritore, esordisce come autrice alla tenera età di quindici anni. Spagnoletti sarà il primo a pubblicare un suo lavoro, nel 1950: nella "Antologia della poesia italiana 1909-1949" compaiono le sue poesie "Il gobbo" e "Luce".
Nel 1947 incontra quelle che definirà come "prime ombre della sua mente": viene internata per un mese all'ospedale psichiatrico di Villa Turno.

Nel 1951, anche su suggerimento di Eugenio Montale, l'editore Scheiwiller stampa due poesie inedite di Alda Merini in "Poetesse del Novecento".
In questo periodo frequenta per interesse di lavoro ma anche per amicizia Salvatore Quasimodo.

Sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie di Milano, nel 1953. Esce poi il primo volume di versi intitolato "La presenza di Orfeo". Due anni dopo publica "Nozze Romane" e "Paura di Dio". Sempre nel 1955 nasce la primogenita Emanuela: al medico pediatra dedica la raccolta "Tu sei Pietro" (pubblicata nel 1961).

La poetessa inizia poi un triste periodo di silenzio e di isolamento: viene internata al "Paolo Pini" fino al 1972, periodo durante il quale non manca comunque di tornare in famiglia, e durante il quale nascono altri tre figli.

Dopo alternati periodi di salute e malattia, che durano fino al 1979, la Merini torna a scrivere; lo fa con testi intensi e drammatici che raccontano le sue sconvolgenti esperienze al manicomio. I testi sono raccolti in "La Terra Santa", pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984.

Nel 1981 muore il marito e, rimasta sola, la Merini dà in affitto una camera della sua abitazione al pittore Charles; inizia a comunicare telefonicamente con il poeta Michele Pierri che, in quel difficile periodo del ritorno nel mondo letterario, aveva dimostrato numerosi apprezzamenti sui suoi lavori.

I due si sposano nel 1983: Alda si trasferisce a Taranto dove rimarrà tre anni. In questi anni scrive le venti "poesie-ritratti" de "La gazza ladra" (1985) oltre ad alcuni testi per il marito. A Taranto porta a termine anche "L'altra verità. Diario di una diversa", suo primo libro in prosa.

Dopo aver nuovamente sperimentato gli orrori del manicomio, questa volta a Taranto, torna a Milano nel 1986: si mette in terapia con la dottoressa Marcella Rizzo alla quale dedicherà più di un lavoro.

Dal punto di vista letterario questi sono anni molto produttivi: naturale conseguenza è anche la conquista di una nuova serenità.

Negli anni, diverse pubblicazioni consolideranno il ritorno sulla scena letteraria della scrittrice.

Nel 1993 riceve il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la Poesia, come altri grandi letterati contemporanei prima di lei, tra i quali Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Franco Fortini.

Nel 1996 le viene assegnato il "Premio Viareggio" per il volume "La vita facile"; l'anno seguente riceve il "Premio Procida-Elsa Morante".

Nel 2002 viene pubblicato da Salani un piccolo volume dal titolo "Folle, folle, folle d'amore per te", con un pensiero di Roberto Vecchioni il quale nel 1999 aveva scritto "Canzone per Alda Merini".

Nel 2003 la "Einaudi Stile Libero" pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal titolo "Più bella della poesia è stata la mia vita".

Nel febbraio del 2004 Alda Merini viene ricoverata all'Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. Un amico della scrittrice chiede aiuto economico con un appello che le farà ricevere da tutta Italia, e-mail a suo sostegno. La scrittrice ritornerà successivamente nella sua casa di Porta Ticinese.

Nel 2004 esce un disco che contiene undici brani cantati da Milva tratti dalle poesie di Alda Merini.

Il suo ultimo lavoro è datato 2006: Alda Merini si avvicina al genere noir con "La nera novella" (Rizzoli).

Tuesday, October 6, 2009

GINO GIUGNI - il padre della Statuto dei Lavoratori



Ieri 4 ottobre è mancato

GINO GIUGNI

definito il padre della "STATUTO DEI LAVORATORI",

e da " lavoratrice", mi piace qui ricordarlo, ringraziando lui e tutti colori che a quel tempo lo hanno stilato con tanta dedizione.

Mi sono ritrovata in diverse occasione a prenderne stralci e doverli approfondire per ragioni varie che qui non vi sto a descrivere, ma il famoso art. 18 è stato e sarà probabilmente oggetto di molte discussioni parlamentari e sindacali.




Luigi Giugni, meglio conosciuto col diminutivo di Gino (Genova, 1º agosto 1927Roma, 4 ottobre 2009), è stato un politico italiano che ha ricoperto un ruolo chiave nella stesura dello Statuto dei lavoratori.
Biografia
Laureato in giurisprudenza, ha esercitato la professione di avvocato ed insegnato diritto del lavoro presso l'università di Bari, Università di Roma La Sapienza e la LUISS Guido Carli.
È stato visiting professor nelle università di Nanterre, Parigi, UCLA (Los Angeles), Buenos Aires e Columbia University di New York .
È ricordato come il "padre" dello Statuto dei lavoratori: nel 1969 venne infatti messo a capo della Commissione nazionale che ebbe l'incarico di redigere tale testo.
Il 3 maggio 1983, mentre stava camminando a Roma, venne "gambizzato" da una donna. L'attentato fu rivendicato dalle Brigate Rosse, e fu anche il primo di un cambio di strategia da parte di quella organizzazione terroristica. Tale nuova strategia, infatti, consisteva non più nel colpire il "cuore" dello Stato attraverso i suoi poliziotti, magistrati o alti dirigenti politici (strategia rivelatasi perdente), bensì nel prendere di mira i cosiddetti "cervelli" dello Stato (come appunto Giugni, ed in seguito Massimo D'Antona e Marco Biagi) ossia l'anello di congiunzione tra le istituzioni e il mondo economico.
Nel 1983 venne anche eletto senatore nelle liste del Partito Socialista Italiano: fu presidente della Commissione per il lavoro e la sicurezza sociale, e membro della Commissione parlamentare inquirente sulla Loggia Massonica P2.

Al termine delle elezioni politiche del 1987 confermò sia il suo seggio a Palazzo Madama sia la presidenza della Commissione Lavoro.
Dal 1993 al 1994 è presidente del PSI, e nello stesso arco di tempo diviene Ministro del Lavoro del governo Ciampi.
Dopo l'inchiesta Mani Pulite ed il conseguenziale disfacimento del PSI aderisce ai Socialisti Italiani di Enrico Boselli, ed alle elezioni politiche del 1994 viene eletto deputato tra le file dei Progressisti.
Negli ultimi anni si allontanò dalla politica preferendo l'insegnamento: divenne professore ordinario della facoltà di Economia dell'università "La Sapienza" di Roma.

Nel 2005 prese la tessera dei Socialisti Democratici Italiani, insieme a Nerio Nesi.
In seguito aderì al Partito Democratico ed, insieme ad altri personaggi famosi, firmò un manifesto in favore della candidatura di Walter Veltroni [1]
È scomparso la notte di domenica 4 Ottobre 2009 a Roma, al termine di una lunga malattia.
Aveva 82 anni.

GRAZIE GINO

STATUTO DEI LAVORATORI


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: Navigazione, cerca
Con la denominazione di Statuto dei Lavoratori, ci si riferisce alla legge n. 300 del 20 maggio 1970, recante "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento.", che è una delle norme principali del diritto del lavoro italiano. La sua introduzione provocò importanti e notevoli modifiche sia sul piano delle condizioni di lavoro che su quello dei rapporti fra i datori di lavoro, i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali; ad oggi di fatto costituisce, a seguito di minori integrazioni e modifiche, l'ossatura e la base di molte previsioni ordinamentali in materia di diritto del lavoro

PER APPROFONDIMENTI :

http://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_dei_lavoratori

Wednesday, September 9, 2009

Addio Mike


SE NE è ANDATO

MIKE BUONGIORNO

Dedico questo mio piccolo spazio (anche se tutti ne parlano) poichè ho sempre ritenuto Mike Buongiorno una persona spontanea, sincera e senza il cosidetto" pelo sulla lingua" nel dire ciò che si sentiva di dire.
Mi piace ricordarlo postando il video della famosa "discussione" con Sgarbi e penso sia sia dal quel momento che ha fatto scattare in me "la simpatia" e quindi l'apprezzamento per il presentatore Buongiorno ma soprattutto per l'uomo Mike.








MIKE E IL SUO "ALLEGRIA"
biografia di


MIKE BUONGIORNO




Italoamericano, figlio di madre torinese. Il nonno paterno, Michelangelo Bongiorno, era emigrato da Campofelice di Fitalia a quel tempo frazione di Mezzojuso in Sicilia, dove aveva una bottega. Tornò, ancora piccolo, con la madre a Torino, dove frequentò il liceo classico. Durante la seconda guerra mondiale, abbandonò gli studi e, grazie alla sua conoscenza dell'inglese, fu impiegato come staffetta per le comunicazioni tra Alleati e gruppi partigiani. Fu catturato dalla Gestapo e messo al muro per essere fucilato, ma si salvò perché fu perquisito e gli agenti tedeschi gli trovarono i documenti americani. Allora essi lo portarono nel carcere di San Vittore a Milano, dove fu detenuto per 7 mesi, per poi venire deportato dapprima nel campo di transito di Bolzano (dove fu testimone delle atrocità commesse da Michael Seifert, alias "Misha"), poi nel campo di concentramento austriaco di Mauthausen. Fu liberato prima della fine del conflitto grazie ad uno scambio di prigionieri di guerra tra Stati Uniti e Germania.
Tornò a New York, e dal 1946 lavorò presso la sede radiofonica del quotidiano Il progresso italo-americano. Con Corrado era il presentatore più popolare in Italia, ove, nel 1953, si trasferì per contribuire alla nascita della televisione. E, seppure Corrado apparve prima nelle trasmissioni sperimentali TV, dalla Triennale di Milano, fu Bongiorno a presentare la prima trasmissione in onda dalla TV di Stato italiana (RAI), cioè Arrivi e partenze.
Nel 1955/56 presentò alla radio il programma a quiz Il motivo in maschera, con l'orchestra diretta da Lelio Luttazzi. Sulla stessa falsariga, tra il 1967 e il 1970, Mike Bongiorno condurrà la trasmissione radiofonica pre-serale Ferma la musica!, con il complesso diretto inizialmente da Gorni Kramer e poi da Sauro Sili.
Nel 1955 Bongiorno recitò nel film Il prezzo della gloria e in alcuni fotoromanzi, e subito dopo lanciò il primo quiz della televisione italiana, Lascia o raddoppia? (versione italiana del quiz americano The 64.000 $ Question), contribuendo a far entrare il nuovo mass media nella cultura popolare di una nazione che, all'indomani della seconda guerra mondiale, stava subendo forti e radicali cambiamenti.
Agli inizi degli anni sessanta Umberto Eco gli dedica il celeberrimo saggio Fenomenologia di Mike Bongiorno, nella quale la tecnica comunicativa del conduttore viene analizzata dal noto scrittore in maniera accademica. Umberto Eco rintracciava le radici profonde del successo di questo personaggio nella sua "mediocrità assoluta" grazie alla quale «lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti».[1]
Nel 1960 egli intraprende la conduzione del programma di successo Campanile sera, prosegue la sua carriera nel 1963 con la seguitissima trasmissione La fiera dei sogni e nel 1966 con Giochi in famiglia.
A partire dal 1963, ha condotto ben undici edizioni del Festival di Sanremo, l'ultima nel 1997 con Valeria Marini e Piero Chiambretti.
Atri quiz di grande successo dell'epoca Rai furono invece Rischiatutto, del 1970 e Scommettiamo?, del 1976.

Mike Bongiorno con Silvio Berlusconi all'esordio di Canale 5
Fu uno dei primi grandi conduttori a lavorare con le televisioni private e contribuì, con l'imprenditore Silvio Berlusconi, alla nascita della televisione commerciale (da sempre monopolio statale).Già nel 1979 condusse, su Telemilano (quella che poi sarebbe divenuta Canale 5), prima Milaninter club (una rassegna sportiva in onda dal 1978 al 1979), poi la trasmissione I sogni nel cassetto. L'ultima trasmissione in Rai fu Flash (1980/1982), dopodiché passò definitivamente al nuovo gruppo Mediaset per condurre trasmissioni che gli furono particolarmente congeniali: i telequiz Bis (1981) Superflash (1982), Pentatlon (1985), Telemike (1987), Tutti x uno (1992).
Dal 1989 al 2003 ha condotto La ruota della fortuna. In questa conduzione è stato affiancato da diverse vallette: la prima fu Ylenia Carrisi (figlia di Al Bano e Romina Power), Paola Barale, Antonella Elia, Claudia Grego, Miriana Trevisan e Nancy Comelli.
Nel 1993-1994 conduce Festival italiano su Canale 5 (sulla falsariga del Festival di Sanremo) con Paola Barale (prima edizione) e Antonella Elia (seconda edizione).
Dal 1990 ha condotto Bravo Bravissimo e dal 1994 Viva Napoli, in entrambe le trasmissioni veniva spesso affiancato dalle vallette de La ruota della fortuna.
Nell'estate del 1999 e del 2000 ha condotto Momenti di gloria, insieme ad Ellen Hidding, trasmissione in cui cantanti non professionisti potevano incarnare il proprio cantante preferito.
Nel 2000 ha condotto su Canale 5, insieme ad Antonella Elia, Qua la zampa, trasmissione dedicata a cani, gatti e altri animali domestici.
Nell'estate del 2001 ha condotto Paperissima Sprint, al posto di Striscia la notizia, affiancato dal Gabibbo e di Antonella Mosetti.
Nelle ultime stagioni televisive Bongiorno si è dedicato alla conduzione di due quiz su Retequattro: Genius, un format televisivo dedicato ai ragazzi, e Il migliore.
È stato testimonial di alcune campagne pubblicitarie tra cui L'olio Cuore (insieme al figlio Leonardo) e Wind Infostrada insieme a Fiorello.
Ha conseguito il titolo di dottore presso l'università IULM di Milano nell'agosto del 2007.
Nel settembre 2007 è tornato in RAI per la conduzione della 68° edizione di Miss Italia su Rai Uno insieme a Loretta Goggi.
Dal 14 aprile 2008 ha condotto "L'Offerta del Mese" sul canale Mediashopping.
Il 20 marzo 2009, tramite un comunicato in risposta alle critiche che vedevano la sua partecipazione ad una promozione del nuovo show di Fiorello su SKY come un tradimento nei confronti di Mediaset, ha reso noto di non aver avuto rinnovato il contratto dall'azienda di Cologno a fine 2008, e di essere perciò libero di poter lavorare con chiunque. Tra le opportunità per Mike nel dopo-Mediaset ci sarebbe una partecipazione al Fiorello Show su Sky[2][3].
Il 26 marzo 2009 viene comunicato che Mike Bongiorno ha firmato un contratto con SKY, grazie al quale avrebbe condotto sul canale 109 SKY Uno 12 puntate del famoso quiz Rischiatutto, ribattezzato per l'occasione RiSKYtutto.[4]
La notte fra il 7 e l'8 settembre 2009, muore all'età di 85 anni, colto da un infarto mentre si trovava all'hotel Metropole di Monte Carlo per una breve vacanza.[5][6][7]




I FUNERALI SI TERRANNO A MILANO

SABATO - 12 SETTEMBRE

Sunday, August 30, 2009

Film sotto le stelle : CHE-L'ARGENTINO + CHE GUERRIGLIA

IL PRIMO TRailer DEL FILM...CHE - L'ARGENTINO
è stato eliminato su yuotube per uso improprio e di violazione nei termini consentiti d'uso.


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Che - L'Argentino
(The Argentine) è un film biografico del 2008 diretto da Steven Soderbergh, basato sulla vicenda del rovesciamento della dittatura cubana di Fulgencio Batista da parte di Ernesto "Che" Guevara, interpretato da Benicio Del Toro, e un gruppo di esuli cubani guidati da Fidel Castro, nel 1956. Il film è ispirato dal libro "La Guerra Rivoluzionaria a Cuba" scritto dallo stesso Ernesto Guevara.
Che - L'argentino è la prima di due parti dedicate alla figura di Che Guevara, la seconda Che - Guerriglia è sempre diretta da Soderbergh.
Il film è stato distribuito in Italia dalla BiM Distribuzione a partire dal 10 aprile 2009.

Trama del film CHE - L'ARGENTINO

Il film parla delle tappe della rivoluzione cubana, dal principio, ovvero quando Ernesto Guevara e Fidel Castro si conobbero in Messico ad una cena organizzata da un comune amico. Il fattore scatenante del desiderio rivoluzionario di Fidel Castro fu il colpo di stato organizzato nel 1952 dai vertici delle Forze Armate Cubane ed in primo luogo dal generale Fulgencio Batista: da quell'atto brutale e criminale nasce il progetto dar vita ad una rivoluzione facendo leva sul malcontento del popolo cubano per liberare Cuba dalla dittatura e da un governo corrotto ed assoggettato agli interessi nordamericani sull'isola caraibica. Si ripercorrono tutte le tappe e le battaglie più importanti, a partire dallo sbarco a Cuba dello yacht Granma a Playa de Las Coloradas, che portarono il Che fino a Santa Clara, penultimo passo verso la vittoria rivoluzionaria della guerriglia guidata da Fidel Castro . Memorabile il "Patria o muerte!" pronunciato al termine del discorso del Che al Palazzo di Vetro dell'ONU dopo gli interventi dei delegati di Stati Uniti, Panama, Venezuela e del Nicaragua che avevano fortemente attaccato il Comandante Che Guevara accusandolo di immischiarsi in fatti che non lo riguardavano.




Che - Guerriglia
è un film di Steven Soderbergh del 2008, con Benicio Del Toro, Yul Vazquez, Franka Potente, Demián Bichir, Rodrigo Santoro, Catalina Sandino Moreno, Norman Santiago, Othello Rensoli, Jorge Perugorría, Néstor Rodulfo. Prodotto in Francia, Spagna, USA. Durata: 131 minuti. Distribuito in Italia da Bim Distribuzione a partire dal 30.04.2009.

Trama del film CHE - GUERRIGLIA

La vita di Ernesto 'Che' Guevara dopo il trionfo della rivoluzione cubana: dal suo famoso discorso alle Nazioni Unite del 1964 fino alla sua morte. E' il 1966 quando il Che decide di lasciare la sua famiglia per andare in Bolivia a cominciare una nuova rivoluzione. Giunto a La Paz, incontra altri rivoluzionari e insieme a loro si incammina verso la giungla per dar vita a un'insurrezione...morirà il 9 ottobre 1967.

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PARERE PERSONALE ( PER QUEL CHE CONTA )

Mi ha interessato molto la parte storica - culturale e l'approfondimento del mito "CHE".

I due films sono uno svolgere di guerriglia, spari e violenza. Del resto non potevo aspettarmi una cosa diversa...

Forse, avrei voluto assistere alla visione del CHE anche come "uomo" coinvolto negli affetti, sposato due volte e con cinque figli, ma forse tutto questo non è così interessante dal punto di vista "mito".

Consiglio comunque senz'altro la visione di entrambi proprio per la possibilità di aapprofondire e comprendere meglio il mito "CHE".

breve BIOGRAFIA DEL "CHE"





Ernesto Che Guevara
1928 Il 4 Giugno Ernesto Guevara de la Serna nasce a Rosario, in Argentina, da Celia de la Serna ed Ernesto Guevara Linch imprenditore benestane.
1930 Contrae una forte asma che lo perseguiterà per tutta la vita.
1933 la famiglia si trasferisce ad Alta Gracia, sulla sierra di Cordoba, dove il clima è più consono alla salute di Ernesto.
1945 I Guevara si trasferiscono a Buenos Aires. Ernesto si iscrive alla facoltà di medicina.
1951/52 Ernesto viaggia per otto mesi in America Latina con l'amico Alberto Granado. Prima in motocicletta poi con mezzi di fortuna, visitando il Cile, il Perù, la Colombia, il Venezuela.
1953 Prende la laurea in medicina e riparte per un secondo viaggio in bolivia, Perù, Equador e Venezuela.
1954 Arriva in Guatemala dove vive in prima persona la drammatica esperienza della spedizione mercenaria che liquida il governo Arbenz. Si rifuguia in Messico e scrive il suo primo articolo politico sull'esperienza guatemalteca. Nel frattempo a conosciuto la peruviana Hilda Gadea che diventerà sua moglie. In Messico nasce la primogenita Hildita.
1955 Tramite gli esuli cubani conosce Fidel Castro e si unisce a loro nelle esercitazioni militari in vista della spedizione a Cuba. Egli si fa istruttore politico dei militanti, cui insegnava i rudimenti del marxismo
1956 La polizia militare scopre il rancho dove si esercitano gli esuli cubani. Guevara trascorre 2 mesi in carcere.
1956 25 novembre, dal porto di Tuxpan, parte lo yacht "granma", il maltempo e il carico rendono lo sbarco catastrofico e tardivo, guevara è debilitato dall'asma. Il 5 Luglio la spedizione è attaccata all'alba del 5 Luglio nella piantagione di Allegrìa del Pìo, le vittime sono notevoli e lo stesso Guevara è ferito. I superstiti della spedizione sono una dozzina, tra cui i fratelli Castro, Cienfuegos e Almeida.
1957 La guerriglia si espande a macchia d'olio, i primi successi della guerriglia avvengono con azioni rapide a caserme isolate. Guevara assume il comando della seconda colonna, dopo la battaglia di El Uvero.
1958 Castro affida a Guevara e Cienfuegos il compito di marciare verso Santa Clara.
1958 28/31 dicembre: la colonna del comandante Guevara entra trionfante a Santa Clara.
1959 2 Gennaio: I "barbudos" entrano all'Havana.
1959 12 Febbraio Guevara diventa cittadino cubano.
1959 2 Giugno Guevara sposa in seconde nozze la cubana Aleida March, dalla quale avrà 4 figli: Aleidita, Celia, Camilito ed Ernesto.
1959 Il 29 Novembre diventa presidente del banco nacional.
1960 Parte per un viaggio nei paesi socialisti.
1961 E' nominato ministro dell'industria; guida la delegazione cubana al Convegno economico interamericano di Punta del Este in Uruguay.
1962/64 Compie viaggi nei paesi socialisti, in Africa ed in Cina.
1965 14 Marzo ultima apparizione pubblica del "Che", parte per il Congo, dove partecipa alla guerriglia diretta da Sumaliot.
1966 Giunge in Bolivia per cominciare la guerriglia con un gruppo di fedeli, non riesce però ad ottenere l'appoggio del partito comunista boliviano, un tempo promesso. La causa del mancato appoggio è senz'altro da rintracciare nel discorso in cui il "Che" aveva aspramente criticato la politica di Mosca. Il Che diventa scomodo a troppi, amici e nemici.
1967 23 Marzo Prima vittoria dei guerriglieri contro l'esercito boliviano.
1967 26 Settembre la prima sconfitta a La Higuera. Il Che si attarda per compiere l'evacuazione dei feriti, non raggiungerà mai la colonna.
1967 8 Ottobre, in uno scontro nella gola di Yuro, Ernesto Guevara viene accerchiato, ferito, cattuarato e condotto nella scuola elementare di La Higuera.
1967 Il 9 Ottobre Il "Che" viene ucciso per ordine?
Alle 06.30 un elicottero porta Joaquìn Zenteno Anaya (colonnello boliviano) e Felix Ramos (cubano della CIA). Farla finita col "Che", dopo l'umiliazione della baia dei porci è un vecchio progetto degli yenkee. Verso le 10 arriva a La Higuera l'ordine di sbarazzarsi del "Che". Scrive il giornalista inglese Richard Gott: "egli fu l'unica persona che tentò di dirigere le forze radicali di tutto il mondo, contro gli Stati Uniti".
Alle 13.30 Il sergente Teran spara sul "Che", ma non lo uccide il colpo di grazia al cuore non verrà rivendicato da nessuno dei presenti, Il G2 cubano lo attribuirà a Felìx Ramos. (perseguitato dalla vendetta degli studenti di La Paz, Mario Teran, nell'Aprile del 1968 si getterà dalla finestra del quarto piano dell'edificio in cui abitava).
Per i contadini di la Higuera, il "Che" si è tramutato in pietra, e attende la sua ora per risorgere.
1997 vengono riesumati i resti del "Che"

 

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